Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Giovane massacrato con calci, pugni e cinghiate nel centro storico - E' scritto nelle motivazioni in cui spiega perché sono finiti ai domiciliari i quattro giovani - Per il giudice, potrebbero essere pericolosi anche in futuro

Il gip: Nessuna condizionale per gli arrestati se venissero condannati…

Condividi la notizia:

Davide Randisi, Raffaele Laureti, Andrea Rossi e Federico Alfonsini

Davide Randisi, Raffaele Laureti, Andrea Rossi e Federico Alfonsini

Viterbo - Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo – Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo - Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo – Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo - Branco massacra giovane nel centro storico - Uno degli aggressori con la cinta in mano

Viterbo – Branco massacra giovane nel centro storico – Uno degli aggressori con la cinta in mano

Viterbo - Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo – Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo – Giovane massacrato, nessuna condizionale per gli arrestati, se venissero condannati. Lo scrive il gip Savina Poli motivando la decisione di far finire ai domiciliari Davide Randisi, Raffaele Laureti, Andrea Rossi e Federico Alfonsini, accusati di lesioni gravissime in concorso per il pestaggio di fine febbraio di uno studente di venticinque anni nel centro storico di Viterbo.

“Tenuto conto del minimo edittale di pena previsto per il reato, della sua concreta gravità, della sussistenza di aggravanti e dell’assenza di circostanze attenuanti, si ritiene che, all’esito del giudizio, gli indagati (arrestati, ndr) non potranno usufruire della sospensione condizionale della pena”. Perché? “Perché la pena – spiega il gip nell’ordinanza d’arresto – sarà prevedibilmente superiore al limite previsto per la sospensione (due anni – due anni e sei mesi per chi ha tra i 18 e i 21 anni -, ndr), sia per l’impossibilità, alla luce degli elementi indicati, di effettuare una prognosi positiva sulla loro futura condotta”. Per il giudice Poli, gli arrestati potrebbero essere pericolosi anche in futuro.

Video: I filmati della feroce aggressione – Gli inquirenti: “Un pestaggio di una ferocia inaudita”

Randisi, Laureti, Rossi e Alfonsini sono reclusi in casa da mercoledì, quando, all’alba, gli agenti della Digos hanno eseguito l’ordinanza d’arresto firmata dal gip il 9 giugno. I quattro hanno tra il 19 e i 26 anni. Il più piccolo frequenta ancora le superiori, gli altri sono lavoratori.

Il massacro del venticinquenne alle 2,41 del 25 febbraio, sabato di Carnevale. E’ l’epilogo, feroce e violento, di una rissa che sarebbe esplosa all’esterno di un locale di via del Ganfione dove il branco avrebbe tentato di entrare. Si stavano festeggiando tre lauree. Party privati, a cui al gruppo sarebbe stato negato l’accesso. Nella rissa, una ragazza, che sarebbe arrivata con i presunti aggressori , avrebbe sferrato un cazzotto contro una delle festeggiate. Non ha partecipato al pestaggio, ma quel pugno le è costato una denuncia, dopo essere stata querelata dalla sua vittima.

Poi il massacro, uno contro nove, dello studente, in via Valle Piatta. Viene atterrato con ginocchiate, cinghiate, calci e cazzotti a testa, addome, schiena e gambe. Esanime e in un lago di sangue, viene colpito alla schiena anche con il tergicristallo di un’auto, brandito come una spranga. Un pestaggio durato sessanta, interminabili, secondi. Per la vittima trenta giorni di prognosi, poi saliti a cinquanta. Le sue ferite non riuscivano a guarire. Naso rotto, trauma cranico e centinaia di lividi su tutto il corpo, soprattutto sul volto.

Gli agenti della Digos di Monia Morelli sono riusciti a individuare sei dei nove presunti aggressori grazie alle telecamere di sorveglianza di un’abitazione privata. Due sono indagati a piede libero, e quattro ai domiciliari. Agli arrestati il gip Poli ha ordinato “di non comunicare con alcun mezzo, neppure telefonico o telematico, con persone diverse dal loro difensore e da quelle con cui vivono, per evitare eventuali contatti tra loro e con chi è coinvolto nei fatti e ancora in corso di identificazione”. I poliziotti, tra mercoledì e giovedì, hanno sequestrato ad arrestati e indagati tutti i cellulari. All’interno potrebbero esserci elementi utili alle indagini, coordinate dal pm Fabrizio Tucci.

Intanto il gip, interrogati i quattro ai domiciliari, non ha ancora sciolto la riserva sull’alleggerimento della misura richiesto dai difensori di Randisi e Rossi, gli unici che hanno risposto alle domande. Laureti e Alfonsini si sono invece avvalsi della facoltà di non rispondere.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
17 giugno, 2017

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tag/renzo-trappolini/