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Viterbo - 25enne pestato con calci, pugni e cinghiate nel centro storico - Ok del gip che ha accolto la richiesta della difesa

Giovane massacrato, il 19enne ai domiciliari potrà fare la maturità

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Davide Randisi, Raffaele Laureti, Andrea Rossi e Federico Alfonsini

Davide Randisi, Raffaele Laureti, Andrea Rossi e Federico Alfonsini

Viterbo - Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo – Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo - Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo – Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo - Branco massacra giovane nel centro storico - Uno degli aggressori con la cinta in mano

Viterbo – Branco massacra giovane nel centro storico – Uno degli aggressori con la cinta in mano

Viterbo – Potrà fare la maturità Raffaele Laureti, il 19enne tra i quattro arrestati per lesioni gravissime in concorso dopo il pestaggio di fine febbraio di uno studente di venticinque anni nel centro storico di Viterbo.

Laureti è l’unico, tra i giovani ai domiciliari, a frequentare ancora le superiori (gli altri, Davide Randisi e Andrea Rossi, 20 anni, e Federico Alfonsini, 26, sono lavoratori). E’ al quinto anno, l’ultimo, e domani potrà tornare sui banchi di scuola per affrontare gli esami di maturità. Lo ha deciso il gip Savina Poli, lo stesso che ha stabilito l’arresto, accogliendo la richiesta del difensore del 19enne, l’avvocato Luigi Sini.

Laureti, Randisi, Rossi e Alfonsini sono reclusi in casa da mercoledì. Il massacro del venticinquenne, invece, è delle 2,41 del 25 febbraio, sabato di Carnevale. E’ l’epilogo, feroce e violento, di una rissa che sarebbe esplosa all’esterno di un locale di via del Ganfione dove il branco avrebbe tentato di entrare. Si stavano festeggiando tre lauree. Party privati, a cui al gruppo sarebbe stato negato l’accesso.

Nella rissa, una ragazza, che sarebbe arrivata con i presunti aggressori, avrebbe sferrato un cazzotto contro una delle festeggiate. Non ha partecipato al pestaggio, ma quel pugno le è costato una denuncia, dopo essere stata querelata dalla sua vittima.

Poi il massacro, uno contro nove, dello studente, in via Valle Piatta. Viene atterrato con ginocchiate, cinghiate, calci e cazzotti a testa, addome, schiena e gambe. Esanime e in un lago di sangue, viene colpito alla schiena anche con il tergicristallo di un’auto, brandito come una spranga. Un pestaggio durato sessanta, interminabili, secondi.

Per la vittima trenta giorni di prognosi, poi saliti a cinquanta. Le sue ferite non riuscivano a guarire. Naso rotto, trauma cranico e centinaia di lividi su tutto il corpo, soprattutto sul volto.

Gli agenti della Digos di Monia Morelli, che hanno condotto le indagini, sono riusciti a individuare sei dei nove presunti aggressori grazie alle telecamere di sorveglianza di un’abitazione privata. Due sono indagati a piede libero, e quattro ai domiciliari. I poliziotti, tra mercoledì e giovedì, hanno sequestrato ad arrestati e indagati tutti i cellulari. All’interno potrebbero esserci elementi utili alle indagini, coordinate dal pm Fabrizio Tucci.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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20 giugno, 2017

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