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Tribunale - Sentenza a tempi di record per una studentessa 26enne viterbese - Aspetta invece da due anni Sara Buono, parrucchiera 34enne di Montefiascone

Cambio di sesso, da Sara ad Alessandro in soli sei mesi

di Silvana Cortignani
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Sara Buono

Sara Buono, all’anagrafe ancora Salvatore

Sara Buono

Sara Buono, da due anni aspetta la sentenza per il cambio del sesso

 

L'avvocato Ilaria Di Punzio

L’avvocato Ilaria Di Punzio, che assiste Sara-Alessandro

Viterbo – “Un caso esemplare di giustizia a due velocità”, commenta Sara Buono. Al centro le storie di un ragazzo e una ragazza, un lui che vuole diventare lei e una lei che vuole diventare un lui. Entrambi residenti nella Tuscia.

Da una parte c’è Salvatore che aspetta da due anni l’autorizzazione del tribunale a cambiare sesso, per poi assumere l’identità di Sara sui documenti. Dall’altra parte c’è un’altra Sara, che in soli sei mesi si è giù potuta registrare come Alessandro all’anagrafe di Viterbo e ha ottenuto il via libero all’intervento, da effettuare in un centro specializzato della capitale. 

Salvatore è Sara Buono, la parrucchiera 34enne d’origine napoletana con un salone a Montefiascone, che aspetta con ansia l’udienza del 6 luglio davanti al giudice Ettore Capizzi, nella speranza che, dopo due anni, la autorizzi quantomeno al cambio del nome in attesa dell’intervento al Sant’Orsola di Bologna. Nel frattempo grazie alle cure ormonali ha già assunto caratteri femminili. 

Sara invece non è più Sara e sulla sua carta d’identità, passaporto, patente di guida c’è scritto Alessandro. Viterbese doc, Sara era tale all’anagrafe fino a poco tempo fa. Da qualche settimana, invece è Alessandro, dopo essere riuscita in appena sei mesi ad ottenere dal giudice Fiorella Scarpato entrambe le autorizzazioni.

Con una inversione di tempi, che è la stessa sognata da Salvatore-Sara. Sara, infatti, ha già potuto ribattezzarsi Alessandro sui documenti, prima ancora di procedere al cambio chirurgico del sesso, dal momento che, grazie alle cure ormonali, già prima dell’operazione, ha assunto in tutto e per tutto l’aspetto di un ragazzo. Con un filo di barba, come va di moda.

Sara-Alessandro, assistita dall’avvocato Ilaria Di Punzio, ha 26 anni ed è uno studente universitario “fuori sede” presso l’ateneo di Terni. Solitamente l’attesa per il cambio di sesso dura da sei mesi a un anno, poi si dovrebbe tornare davanti al giudice per il cambio anagrafico. “Per Alessandro non solo l’attesa è stata minima – conferma soddisfatta l’avvocato Di Punzio – ma ha ottenuto di cambiare l’identità anagrafica prima di sottoporsi all’intervento di cambio dl sesso. Ormai ci sono diverse sentenze in questo senso, dal tribunale di Roma alla cassazione, che consentono di adeguare in tempi ridotti l’identità ai caratteri esterni. E’ una questione di umanità e civiltà, oltre che di giustizia”.

L’iter per Sara-Alessandro è cominciato davanti al giudice Maria Luparelli: “Luparelli ha nominato il ctu per la perizia psichiatrica, obbligatoria. Quindi il caso è passato al collegio di cui era relatore il giudice Fiorella Scarpato. Il giudice si è dimostrato particolarmente sensibile perché, quando si è accorta che l’udienza successiva era stata fissata a grande distanza di tempo, ha accolto subito l’istanza di anticiparla. A febbraio ha emesso contestualmente le due sentenze, una per l’immediato cambio anagrafico e l’altra per il successivo  cambio del sesso. Sono poi trascorsi altri 90 giorni e non essendoci di mezzo coniugi o figli Alessandro è andato all’anagrafe”.

Ora Alessandro potrà, quando vorrà, sottoporsi all’intervento chirurgico nel centro specializzato di Roma di riferimento e completare il suo percorso, senza l’angoscia di doversi firmare Sara e dover spiegare perché in realtà sia un giovanotto con la barba”

Sara e Alessandro, per la cronaca, sono amici. “Non mi spiego perché, visto che siamo entrambi cittadini italiani, io sia costretta ad aspettare da due anni per ottenere la stessa cosa – ribadisce Sara – mi auguro che anche per me possa esserci al più preso un lieto fine”.

Il 6 luglio la prossima udienza. 

Silvana Cortignani


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3 luglio, 2017

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