Viterbo – “Tutti i sindaci della coalizione sono al lavoro per vincere”. Pietro Nocchi, candidato Pd alla presidenza della provincia, sostenuto anche da Moderati e Riformisti ne è certo. E dev’essere senz’altro così.
Chi si candida, poi tira acqua alla proprio mulino politico. E pure chi non ha il nome riportato in una delle due liste, si comporterà all’incirca allo stesso modo.
Siccome però, tutte le regole hanno un’eccezione, per i sindaci vale la stessa regola. E l’eccezione è Montefiascone.
Massimo Paolini è candidato con Moderati e Riformisti. “Anche lui è al lavoro per vincere”. Nocchi ne è certo. E sarà è così. Solo che sul colle falisco la situazione è un po’ più complicata.
Paolini è candidato con i Mo.Ri. in provincia, quindi con il centrosinistra. Che sostiene Nocchi. Ma il comune lo ha vinto con un’alleanza di centrodestra. E i suoi consiglieri di maggioranza cosa faranno? Voteranno lui come consigliere provinciale. Molto probabile.
Ma quale fra i due candidati presidenti sceglieranno? Nocchi, oppure Paolo Equitani, dell’altro fronte?
Il centrodestra non fa mistero d’aspettarsi qualche voto inaspettato da quelle parti. Non a torto.
Perché la linea che seguiranno da quelle parti sembra delineata. C’è un accordo. Descritto in un post su Facebook da Fabio Notazio. Assessore falisco.
“Il sindaco – spiega Notazio proprio rispondendo a chi solleva qualche dubbio rispetto al voto delle provinciali – rappresenta l’unità di tutta l’amministrazione e la sua candidatura in provincia va sostenuta per il bene della nostra città, al di là del suo orientamento politico”.
Fin qui gli intenti generali. Poi si va nel particolare: “L’accordo che i partiti ufficiali di centrodestra (Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi con Salvini) hanno stretto per queste elezioni di secondo livello sono ben chiare per Montefiascone.
Si voterà all’unanimità il candidato consigliere provinciale Massimo Paolini e il candidato presidente provinciale Paolo Equitani”.
Applicando la possibilità offerta da questo tipo d’elezione, di secondo livello. Ci sono due schede. Per il presidente e per il consiglio provinciale. Si tratta di due votazioni separate.
“Da amministratori di questa città – conclude Notazio – pensiamo al suo bene in qualunque forma, prima di qualsiasi gioco politico”.
Di conseguenza, un’ampia veduta per palazzo Gentili. Si vota il presidente di centrodestra, perché i consiglieri elettori sono di centrodestra, ma si dà la preferenza al candidato consigliere nello schieramento di centrosinistra. Perché i consiglieri elettori fanno parte della sua maggioranza.
Così, una volta tanto la botte sarà piena e la moglie ubriaca.
Giuseppe Ferlicca
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