Viterbo – Prefetto, polizia, vigili del fuoco, carabinieri ed esercito tra le vie del centro storico. Ieri pomeriggio, intorno alle 17. Un sopralluogo andato avanti per più di un’ora nel cuore della città, tra vicoli e stradine.
Forze dell’ordine, militari e soccorritori, con il prefetto Giovanni Bruno in testa, hanno fatto il punto della situazione. Fondamentale, perché Viterbo è ancora in emergenza. Un sopralluogo che è servito a stabilire il piano d’azione e d’intervento per oggi. Molte le vie del centro storico ancora ricoperte di neve e ghiaccio, e quindi impraticabili sia a piedi che in auto. Vanno ripulite, e nelle prossime ore vigili del fuoco, esercito, squadre di comune e protezione civile si dedicheranno proprio a queste. A quei vicoli e a quelle stradine dove la viabilità è ancora difficoltosa o addirittura impossibile.
Il sopralluogo è servito a stabilire anche con che mezzi entrare in azione. Nelle vie che lo permetteranno, interverranno ruspe e spazzaneve. Altrimenti, pale in mano, si sfrutterà la sola forza delle braccia.
Gli uomini e le donne dell’aviazione dell’esercito sono in campo dalle 15,30 di ieri. Il loro arrivo è stato coordinato dai poliziotti della questura di Viterbo. I militari li ha richiesti il prefetto, per dare una mano ai vigili del fuoco e alle squadre di protezione civile e del comune. “Non riescono con gli uomini e i mezzi a loro disposizione a far fronte in modo compiuto alla situazione che si è determinata”, ha scritto il prefetto Bruno nella richiesta.
Ieri trenta militari, supportati da due mezzi tattici con ruspa e da uno spazzaneve-spargisale, hanno lavorato fino a tarda sera. Per ripristinare la circolazione e sgomberare dalla neve gli ingressi di case e negozi su via Roma, corso Italia, piazza del Comune e a San Pellegrino. E le operazioni dei reggimenti dell’aviazione dell’esercito di Viterbo sono riprese all’alba di questa mattina, e andranno avanti per tutta la giornata.
Ma i disagi restano. Per il terzo giorno consecutivo non suoneranno le campanelle delle scuole del capoluogo e di alcuni paesi della provincia. Istituti di ogni ordine e grado, dagli asili nido alle superiori. Ma il sindaco Leonardo Michelini ha assicurato: “Stiamo procedendo anche alla messa in sicurezza dei plessi scolastici”.
Cancelli chiusi, oggi, pure all’università della Tuscia, pratogiardino e allo stadio Enrico Rocchi. Il maltempo si è abbattuto anche sullo sport. Sulla semifinale di coppa Italia prevista per il pomeriggio sul campo di via della Palazzina. Viterbese-Cosenza è stata rinviata al 6 marzo. Eppure lunedì pomeriggio i tifosi gialloblù ce l’hanno messa tutta. Pale in mano e scarponi ai piedi, hanno provato a levare la neve da campo e tribune. Ma alla fine sono state le temperature abbondantemente sotto lo zero ad avere la meglio, perché ieri al Rocchi poliziotti e vigili del fuoco hanno riscontrato una situazione di oggettiva pericolosità, sia per i calciatori che per gli spettatori. La neve si è trasformata in ghiaccio, che ha reso il campo estremamente duro e scivoloso.
E mentre scuole, università e uffici pubblici dovrebbero riaprire domani (per la loro chiusura il Codacons ha annunciato che “presenterà un esposto alla corte dei conti“), pratogiardino rimarrà off limits “fino a cessata necessità”. Oltre alle gelate, il pericolo è anche per “le eventuali cadute di rami e di alberi già gravati dal peso dell’abbondante nevicata”, ha spiegato il sindaco Michelini.
Questa mattina, dopo lo stop forzato di lunedì e martedì, sono invece tornati attivi i servizi di igiene urbana, ma “con l’esclusione – sottolinea Viterbo Ambiente – delle vie ancora impraticabili”. E stando alle segnalazioni dei lettori, sono ancora molte: via della Pila, via Nino Bixio, via Monti Cimini, via Vicenza e strada Costa Volpara a Bagnaia.
Al contrario, “risultano percorribili” – secondo il dirigente di palazzo Gentili – la maggior parte delle strade provinciali. Anche se ieri mattina più di trenta auto sono finite fuori strada sulla provinciale Carcarelle, e sulla Cimina due guidatori sono rimasti feriti dopo essersi schiantati frontalmente nei pressi del chilometro 24 a Ronciglione. Si continua, dunque, a raccomandare prudenza alla guida, con i mezzi che possono circolare solo con gomme termiche o catene.
Si prospetta invece un ennesimo giorno di passione per i pendolari della Viterbo-Roma. Ieri la tratta Cesano-Viterbo è stata interrotta, e i collegamenti Roma-Viterbo sono stati sospesi. Per oggi, Rete ferroviaria italiana ha fatto sapere che “sul fronte del trasporto regionale nel Lazio l’offerta dei servizi passerà dal 50% dei treni circolati ieri al 70%. La riduzione si rende necessaria, stante le previsioni di un forte abbassamento termico, per consentire un più contenuto utilizzo dell’infrastruttura a garanzia di una sua maggiore e continua efficienza. In special modo nei punti nevralgici di Roma Termini e del nodo della Capitale”.
Raffaele Strocchia
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