Viterbo – “Nessuna paura”. Con un messaggio su Facebook Filippo Rossi commenta le dichiarazioni, apparse ieri sulla pagina Casapound Italia Viterbo, di Gianluca Iannone, leader nazionale del movimento di estrema destra. “Sarebbe quasi da schiaffeggiare di nuovo tanto la sua impudenza”, avrebbe detto Iannone.
Il riferimento è allo “schiaffone futurista” rifilato a Rossi durante l’edizione del 2012 di Caffeina, e per cui il leader di Casapound è a processo davanti al giudice di pace di Viterbo. Durante l’ultima udienza, celebrata lunedì scorso, Rossi (parte civile) ha detto di essere disposto a ritirare la querela qualora Iannone facesse una donazione alle suore di Santa Rosa. “Non voglio soldi per me, ma un gesto significativo per la città da parte di Casapound – aveva spiegato Rossi -. Una richiesta fatta per il bene di Viterbo, il cui massimo simbolo è santa Rosa. Sono contento che ci sia disponibilità da parte di Iannone a chiudere la vicenda con un importante risvolto sociale per la città”.
La notizia, arrivata nel giorno in cui il giudice avrebbe dovuto emettere la sentenza, era stata confermata anche dall’avvocato del leader di estrema destra, Domenico Di Tullio. “C’è un’ipotesi di accordo tra le parti – aveva dichiarato -, perché lo ‘scapaccione futurista’ diventi una donazione alla suore”. Ma il suo assistito, Iannone, non sembrerebbe essere dello stesso avviso, e smentisce. E non solo non fa marcia indietro, ma rincara addirittura la dose. “Non solo non ho mai fatto nessuna donazione per sottrarmi alla querela – avrebbe detto -, ma non ho neanche lontanamente intenzione di farne alcuna se questi sono i termini. Anzi, visto come si sta ponendo il signor Filippo Rossi, sarebbe quasi da schiaffeggiare di nuovo tanto la sua impudenza. Chi ci conosce sa che facciamo donazioni a cadenza oramai quotidiana, ma sempre di nostra spontanea volontà e soprattutto mai dietro una seppur velata minaccia”.
E dopo queste dichiarazioni non si è fatto attendere il commento di Filippo Rossi. “L’accordo per la donazione alle suore di santa Rosa e il conseguente ritiro della querela era stato preso con il suo avvocato e riferito ufficialmente anche al giudice – scrive Rossi su Facebook -. Evidentemente hanno cambiato idea. Va bene così. Per quanto riguarda le minacce, nessuna paura”.
Sull’episodio è intervenuto anche l’avvocato di parte civile Giacomo Barelli, che rappresenta Rossi nel processo. “In assenza di comunicazioni ufficiali da parte del collega di controparte e, non avendo niente da commentare in merito alle eventuali legittime dinamiche tra il difensore e il suo assistito, tuttavia ci preme stigmatizzare quanto riportato tra virgolette come dichiarazione attribuita a Iannone. Dichiarazione per la quale esprimiamo profondo sconcerto e biasimo, riservandoci fin da ora ogni azione a tutela di Filippo Rossi e della sua incolumità personale”.
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