Viterbo – Arrivederci Caffeina… ciao serate d’estate con gli amici di fronte al prosecco a parlare per ore… Da stasera, per molti, la città non avrà lo stesso sapore. Quello dell’estate – che quest’anno si è fatta pure desiderare – e quello delle passeggiate fino a tardi, nonostante il lavoro la mattina dopo e la stanchezza di tutta una giornata alle spalle. Il sapore della cultura a 360 gradi con qualcosa di diverso da vedere ogni sera che sia la presentazione di un libro, un sensuale tango o la bellezza dei popoli e delle tradizioni.
Fotogallery: Caffeina, il gran finale
Il #girogirotondo di Caffeina volge al termine e ora… tutti giù per terra. Dieci giorni, centinaia di eventi e buon cibo. Ma anche vie piene, la fila per comprare i biglietti e la musica. La danza e le magliette bianche dei giovani volontari del festival che spuntavano da ogni dove. L’incontro di culture e paesi. Insomma di tutto e un po’. I giorni, da quel 22 giugno, sono volati.
Quest’anno ha aperto Alessandro Mannarino e chiuso l’edizione il violinista Uto Ughi. Nel mezzo, una miriade di eventi e di iniziative: una serata anni’50, la Cairo opera house company ballet, la serata celtica e quella sarda coi Mamuthones e gli Issohadores. La Reda troupe, Dacia Maraini, Massimo Fini, Zahi Hawass e Damilano. E tanti altri… Poi l’inaugurazione di una mostra unica nel suo genere: “I tesori di Tutankhamon” a palazzo dei papi fino a ottobre. Ancora la balera e la danza che quest’anno sono state due novità del festival.
Ieri a piazza del Gesù, la festa coi volontari e i saluti finali. “Siete le gambe e le mani di questo festival – ha detto Andrea Baffo rivolgendosi ai volontari – un immenso grazie, perché senza di voi tutto questo non sarebbe possibile. Senza queste magliette bianche non ci sarebbe Caffeina”.
Gli ha fatto eco Filippo Rossi: “Sono tante le persone da ringraziare – ha detto il direttore artistico – i volontari nascosti, Lietta Granato, che ha gestito i fotografi, l’architetta Alessandra, i fonici e i tecnici. Luigi Pallucca, i responsabili di location, gli autisti, Luigi Cozzolino, Maria Rita De Alexandris, che si è accollata il circolo, Monica e la segreteria, l’amministrazione… Tommaso, no forse a te non ti ringrazio… Alessandra, Gianpaolo e Mirko… rischio di dimenticare qualcuni e mi stanno facendo il gobbo.
Fino a qualche settimana fa, eravamo in dubbio se fare o meno il festival perché gli investimenti per il teatro e il Natale sono stati grandi e rischiosi.
Non potevamo, però, non farlo, perché questa cosa qui fa parte della storia di Viterbo e bisogna andare avanti. Caffeina deve essere una grande famiglia che costruisce una storia. Che combatte e noi vogliamo farlo insieme a voi. Grazie a tutti, andiamo avanti. Combattiamo. Da oggi iniziamo a lavorare. C’è in corso una mostra internazionale che sarà aperta fino a ottobre.
Un applauso va anche alla pelata di Andrea Baffo perché è inimmaginabile e non potete capire che significa baciarla tutta la notte… un’esperienza incredibile. Fate un applauso a voi – ha concluso – non a noi”.
Poi Baffo ha aggiunto ironico: “Alzi la mano chi vuole che il prossimo anno Alessandra (Giannisi, responsabile dei volontari, ndr) si occupi di Caffeina al posto mio e di Filippo?” e vedendone tante alzate ha aggiunto: “Al prossimo anno con Alessandra, allora, la vedrete a marzo per i colloqui… Per noi – ha detto scherzosamente – Caffeina finisce qui…”.
Il tempo dunque di una pizzica in piazza e poi tutti a smontare palchi e a mettere via le sedie per chiudere un capitolo in attesa di scriverne uno nuovo.
Paola Pierdomenico
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