Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Cane ucciso con la balestra - Sul social network si celava dietro i nickname Benny Anthony, Diavolo Giallo e Extrema Ratio - Ma alla fine si è mostrato con nome e cognome

Si vanta della morte di Nuvola e minaccia gli animalisti su Facebook, condannato

Condividi la notizia:

Nuvola, le foto scattate subito dopo l'uccisione e finite nel fascicolo della procura

Nuvola, le foto scattate subito dopo l’uccisione e finite nel fascicolo della procura

Nuvola, il cane ucciso con una balestra

Nuvola, il cane ucciso con una balestra

Nuvola cucciolo, nella foto inviata dall'associazione

Nuvola cucciolo, nella foto inviata dall’associazione animalista

Fabrica di Roma – (sil.co) – Cane straziato con la balestra, prima condanna per il 46enne che avrebbe ucciso Nuvola. E’ il paracadutista che il 26 maggio 2013 avrebbe ammazzato a Fabrica di Roma il maremmano dei vicini colpendolo con dei dardi dell’arma da caccia.

Tuttora a processo per la morte dell’animale, violazione di domicilio e stalking, è stato nel frattempo condannato ieri dal giudice Giacomo Autizi a 500 euro di multa per minacce e molestie, per essersene vantato sulla pagina Facebook del gruppo dell’associazione animalista “Incrociamo le zampe onlus”, minacciando di uccidere altri animali.

Parte civile la presidente Rita Storri, assistita dagli avvocati Dominga Martinez e Giacomo Barelli, alla quale il giudice Giacomo Autizi ha riconosciuto un risarcimento di mille euro. 

“Una sentenza importante, perché dimostra che anche chi agisce con violenza e petulanza su Facebook non resta impunito”, il commento di Barelli subito dopo la sentenza. 

Sul social network l’imputato si celava dietro i nickname Benny Anthony, Diavolo Giallo e Extrema Ratio, postando commenti e articoli facenti riferimento all’uccisione del cane Nuvola e anche ai presunti spari in aria durante una fiaccolata degli animalisti per Nuvola, a fabrica di Roma, interrotta per motivi di sicurezza e ordine pubblico dai carabinieri. 

Frasi del tipo: “Se avessi avuto un’arma da fuoco, giuro sui miei figli che l’avrei usata. Ma non per sparare in aria, come dite voi.  Ma avrei staccato le gambe a più di qualcuno. A costo di andare in galera”.

Un crescendo di minacce verso gli animalisti in genere e verso la presidente della onlus in particolare, secondo l’accusa: “Sono appena tornato, ero andato a fare commissioni. Ho pure incrociato la vostra presidente. Bella macchina”, “Ha mica un fuoristrada grigio? Io ero quello con la Bmw nera. O forse mi sbaglio?”.

E ancora. “Quando finiranno queste strane uccisioni di cani?”, “Che succederà la prossima volta? Forse i cani a morire saranno due e non uno, d’altronde le persone definite assassine e incivili non hanno certo paura di accoppare un paio di canucci”, “Certi proprietari non imparano mai la lezione, non sapendo che prima o poi potranno trovarsi a pagare un conto ancora più salato”, “Allora ecco che interviene chi non si fa alcuno scrupolo e inizia a farti secco il primo cane”, “Il proprietario del povero animale morto inizia allora le sue campagne mediatiche allo scopo di assicurare alla giustizia chi ritiene avere commesso il delitto, ma non sa in quale casino si sta mettendo, il povero proprietario crede di essere un vero furbo e piazza un paio di telecamere sul tetto, come per dire vediamo se a questo punto hanno il coraggio di ammazzarmi qualche altro cagnolino”.

Sempre più inquietante: “Uccidere chi è colpevole è giusto e se lo fai quando non è in grado di difendersi è ancora più facile. Il senso dell’onore il combattente lo dimostra quando non retrocede di fronte al nemico inferocito. Invece quando attacca lo deve fare in maniera silenziosa e di sorpresa, possibilmente prendendo il nemico alle spalle  per annientarlo e meutralizzarlo senza alcuna pietà”.

“Ma quale sentenza? Quali sedi opportune? Voi credete ancora che la procura rischierà di fare un processo contro una persona senza neppure avere una minima prova che questa sia colpevole? Undicimila firme di fanatici che non sanno neanche cosa stanno strillando”.

Arrivando infine a presentarsi con nome e cognome su Facebook: “Tu, cara Rita Storri che metti le faccine che strizzano l’occhio, non sai in che casimo ti sei andata a cacciare questa volta. Questa volta stu usando un altro nickname perché la signora Storri, la quale afferma di non temere nulla e di essere molto determinata ha bloccato sia Diavolo Giallo che l’altro account che usavo”, “Comunque io non sono un  vigliacco come dite voi, non ho mai messo il mio nome e la mia foto per motivi di lavoro e lo dissi anche all’inizio quando cominciaia scrivere. Il mio nome è M.M. (scritto per esteso, ndr) e abito vicino ai vostri cari amici. Domani cancellerò foto e tutto il resto”.

“Non avete più nulla da dire adesso? Nessun commento allusivo? Vi ho di nuovo messo a tacere. Allora il vigliacco non sono io, questo è evidente, cuocete pure nel vostro brodino. Allora qualcuno diceva che voleva i fatti: ho messo il mio nome e la mia faccia”.

L’altro processo riprenderà il 7 febbraio. 


Condividi la notizia:
6 novembre, 2018

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tramonto-sul-lago/