– Primi interrogatori per i 40 arrestati dell’operazione Drago (foto*video).
Da oggi, una parte dei viterbesi fermati lunedì mattina all’alba sfilerà davanti al gip del tribunale di Viterbo Franca Marinelli. I restanti interrogatori di garanzia si svolgeranno domani, sempre nel penitenziario viterbese Mammagialla.
E’ qui che sono reclusi quasi tutti i trenta destinatari delle ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip. Di questi, qualcun altro è finito in manette nelle altre regioni in cui è scattato il blitz (Umbria, Lombardia, Emilia-Romagna). I detenuti saranno i primi a essere sentiti. Per gli altri dieci ai domiciliari, il giudice ha tempo dieci giorni dall’arresto.
L’operazione, portata a compimento all’alba di lunedì, dopo un anno di indagini, ha scoperchiato una rete di persone per lo più residenti nel Viterbese e nel Ternano e legate da una serie di traffici illeciti. Il principale era lo spaccio di droga, per lo più cocaina, ma anche marijuana, cui si sarebbero aggiunte altre attività illegali come l’estorsione e l’usura, parallele al consumo e alla vendita di anabolizzanti.
Molti degli arrestati che frequentavano l’ambiente delle palestre, infatti, avrebbero assunto testosterone per aumentare la muscolatura, in modo da avere più possibilità di impaurire le vittime. La restituzione dei prestiti veniva loro richiesta con interessi stellari. Talvolta, per telefono, anche con un finto accento napoletano, per far sì che gli estorsori apparissero più convincenti e temibili agli occhi delle vittime. E se neppure questo bastava, si passava a minacce e intimidazioni.
Gli altri filoni sono quello dei furti e dello sfruttamento della prostituzione. Qui si inserisce l’episodio della quarantenne violentata per costringerla a vendersi sul marciapiede, tra Roma e Viterbo. Dietro quest’ultimo, agghiacciante tassello ci sarebbero Django Barberio, sorianese 42enne disoccupato, e la convivente romena Janina Vasilescu, 37enne. Stando alle indagini, lui avrebbe abusato della donna sotto gli occhi della sua compagna, che non avrebbe fatto nulla per fermarlo.
I loro nomi, insieme a quello del fratello di Django, Michel Barberio, sono stati i primi a diffondersi, forse anche a causa della lunga lista di precedenti a loro carico. A due giorni dalla maxiretata cominciano a spuntare anche quelli degli altri arrestati viterbesi o residenti in provincia. Sono:
– Omar Anselmi, nato a Viterbo e residente a Soriano nel Cimino;
– Ettore Barbella, nato e residente a Viterbo;
– Django Barberio, nato in Germania e residente a Soriano nel Cimino;
– Michel Barberio, nato a Viterbo e residente a Soriano nel Cimino;
– Endri Beqiri, nato in Albania e residente a Orte;
– Nicolò Burratti, nato a Viterbo e residente a Soriano nel Cimino;
– Luca D’Annibale, nato e residente a Fabrica di Roma;
– Hafedh Dar Lassouad, nato in Tunisia e residente a Tarquinia;
– Ludovico Filippi, nato a Viterbo e residente a Vignanello;
– Sergio Foschini, nato a Soriano nel Cimino e residente a Viterbo;
– Massimo Franco, nato a Civita Castellana e residente a Terni;
– Mario Gregori, nato a Viterbo e residente a Vignanello;
– Dorathy Ike, nigeriana residente a Corchiano;
– Giuseppe Mastromichele, nato a Viterbo e residente a Vignanello;
– Adrian Munteanu, romeno residente a Corchiano;
– Alina Mihaela Niturad, romena residente a Orte;
– Diego Pitrelli, nato a Orvieto e residente a Castiglione in Teverina;
– Alfredo Pontani, nato a Canino e residente a Perugia;
– Ioan Marin Rusu, romeno domiciliato a Viterbo;
– Sergio Serrato, nato a Napoli e residente a Viterbo;
– Fabio Stefani, nato a Civita Castellana e residente a Vignanello;
– Gabriele Surano, nato a Civita Castellana e residente a Viterbo;
– Janina Vasilescu, romena domiciliata a Soriano nel Cimino;
– Luca Vittori, nato e residente a Viterbo;
– Fabrizio Zega, nato e residente a Viterbo.
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