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Il giornale di mezzanotte - Tribunale - Processo al militare 49enne che avrebbe, secondo l'accusa, ucciso il pastore maremmano Nuvola a Fabrica di Roma

Cane straziato a colpi di balestra, sui dardi è scontro tra i periti del pm e del tribunale

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Nuvola, il cane ucciso con una balestra

Nuvola, il cane ucciso con una balestra

Martino Farneti

Il perito balistico Martino Farneti

Nuvola, le foto scattate subito dopo l'uccisione e finite nel fascicolo della procura

Nuvola, le foto scattate subito dopo l’uccisione e finite nel fascicolo della procura

Il pubblico ministero Paola Conti

Il pubblico ministero Paola Conti

Fabrica di Roma – (sil.co.) – Cane straziato a colpi di balestra, sui dardi è scontro tra i periti del pm e del tribunale. 

E’ durata oltre due ore, giovedì, l’udienza dedicata al confronto in contraddittorio tra Emilio Galeazzi, il perito di Terni nominato dal giudice Giacomo Autizi, e il professor Martino Farneti, l’esperto di balistica forense del pubblico ministero Paola Conti. 

Un’udienza molto tecnica durante la quale Farneti ha prodotto anche un’integrazione alla sua relazione, illustrata in aula il 23 aprile 2018 nell’ambito del processo al militare 49enne che il 26 maggio 2013 avrebbe, secondo l’accusa, ucciso con una balestra da caccia caricata con dei dardi il pastore maremmano Nuvola dei vicini Franco Crestoni e Tatiana Riabova. 

Il professore, ribadendo che per lui Nuvola è stato ucciso con una balestra da caccia “con un dardo a quattro lame che hanno tagliato contemporaneamente la cute e stracciato le interiora dell’animale”, ha specificato come sia giunto a tale conclusione  scientifica attraverso un esperimento pratico, utilizzando la carcassa di un maiale e simulando le interiora con delle salsicce.

La discussione verteva sulla compatibilità tra la ferita rilevata dall’istituto zooprofilattico sulla carcassa dell’animale, i cinque dardi sequestrati all’imputato e le due lame rinvenute circa un mese dopo l’uccisione di Nuvola dal proprietario sul suo terreno. 

Galeazzi ha ribadito che tale compatibilità non è ravvisabile, come aveva già fatto nell’udienza dello scorso 16 luglio (Cane ucciso con la balestra anzi no, opposte le conclusioni dei periti balistici di procura e tribunale). 

Farneti sostiene invece che la compatibilità è assolutamente perfetta. Il professore ha spiegato di avere fatto la simulazione da tre angolazioni, l’ultima delle quali, a suo avviso, sarebbe quella che verosimilmente corrisponde all’accaduto. 

Tante le domande poste a entrambi i consulenti sia dalla pm Conti che dalle tre parti civili assistite dagli avvocati Anna Paradiso, Giacomo Barelli e Dominga Martines (il propietario, Franco Crestoni, 75 anni, anche a nome della moglie; l’Enpa, nella persona della legale rappresentante Carla Rocchi; l’associazione animalista, Incrociamo le zampe onlus, con la presidente Rita Storri). 

Il difensore dell’imputato, avvocato Giovanni Tripodi del foro di Roma, che inizialmente si è opposto all’acquisizione dell’integrazione alla perizia del professor Farneti, al termine dell’udienza ha chiesto un rinvio per avere il tempo di controdedurre in base alla nuova documentazione in modo da poter fare delle domande mirate al consulente della procura. 

Il giudice Autizi ha accolto la richiesta del legale e rinviato al 26 novembre il processo. 


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12 settembre, 2020

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