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(s.m.) – La maxi operazione Drago approda in aula.
Inizia stamattina il processo agli arrestati nel monumentale blitz antidroga del maggio scorso. 40 le persone coinvolte: 30 finirono in carcere e dieci ai domiciliari. Per il colonnello Gianluca Dell’Agnello è “la più vasta operazione mai condotta a Viterbo”. Un presunto sodalizio dedito al traffico di droga, finanziato con altre attività illecite: furti, usura, estorsioni, sfruttamento della prostituzione e vendita di anabolizzanti nelle palestre.
L’indagine partì nel gennaio 2011: i fratelli di Soriano Michel e Django Barberio trovarono la loro Bmw crivellata di colpi d’arma da fuoco. A compiere il gesto un certo Dragos (da qui il nome dell’operazione), cittadino romeno che si diceva vessato dalle pressanti richieste di denaro dei Barberio. L’attenzione degli inquirenti, a quel punto, si è spostata sui due fratelli, risultati, dalle indagini, motore del sodalizio.
Disoccupato Django e tatuatore Michel, erano entrambi vecchie conoscenze delle forze dell’ordine. Al primo, in particolare, si contesta anche la presunta violenza sessuale su una donna. Stando alle indagini lui e la sua fidanzata V.J., anche lei arrestata, l’avrebbero costretta a prostituirsi per poi intascare i proventi del sesso a pagamento. Di fronte al suo rifiuto, un giorno, Django l’avrebbe stuprata sotto gli occhi della compagna, che nulla avrebbe fatto per fermarlo.
Non è escluso che la donna possa costituirsi parte civile al processo.
Il pm Stefano D’Arma ha scelto il rito immediato per andare subito a giudizio, senza passare per l’udienza preliminare. Alcuni affronteranno il processo, senza riti alternativi. Altri, invece, hanno già optato per il patteggiamento. La vicenda proseguirà, quindi, su un doppio binario: oggi gli imputati del rito immediato; a metà aprile l’udienza per chi intende patteggiare. Tra questi ci sarà sicuramente Michel Barberio.
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