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Cassazione - Operazione Eurojust - E' stato arrestato due anni fa a Monte Romano con la moglie - Destinatario della droga un allevatore del posto

Traffico internazionale di cocaina, definitivi 6 anni di carcere all’olandese

di Silvana Cortignani
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Monte Romano – Dall’Olanda con 14 chili di cocaina, definitiva la condanna a 6 anni di reclusione e 20mila euro di multa di Hermanus Theodorus Gerardus Verbrugge.

E’ il 72enne olandese arrestato a Monte Romano il 1 marzo 2019, nell’ambito di un’operazione Eurojust contro il narcotraffico internazionale, assieme alla moglie e a un allevatore sessantenne del posto d’origine meridionale, questi ultimi a processo col rito ordinario davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, mentre lui aveva scelto l’abbreviato.

E’ stata confermata anche la confisca dell’autovettura, appositamente modificata per il trasporto di droga, mediante la realizzazione di un doppio fondo sotto i sedili, lato conducente e passeggero, munito di uno specifico sistema di apertura.


Operazione Eurojust - L'auto usata per trasportare la droga

Operazione Eurojust – L’auto usata per trasportare la droga


Un fiume di cocaina dall’Olanda, da cui erano ricavabili 69.815 singole dosi. Lo stupefacente era custodito all’interno di una Ford C.Max con targa olandese e secondo l’accusa avrebbe dovuto essere consegnato all’allevatore del posto. 

Il 27 febbraio 2020, l’olandese è stato condannato a sei anni in primo grado dal gup del tribunale di Viterbo, con lo sconto di un terzo della pena dell’abbreviato. Sentenza confermata dalla corte d’appello lo scorso 15 gennaio e ora anche in terzo grado, in seguito all’udienza che si è tenuta il 22 giugno 2021 davanti alla quarta sezione penale della cassazione, presieduta dal giudice Carla Menichetti, relatore il magistrato d’origine viterbese Donatella Ferranti.

Nelle motivazione viene sottolineato come peraltro il 72enne non si sarebbe dimostrato collaborativo con gli inquirenti, cui avrebbe dato indicazioni generiche relativamente al presunto mandante del trasporto, tal Max de Bor, del quale “neppure risulta abbia effettuato l’indicazione almeno del numero di telefono che aveva contattato per il rifornimento, essendosi limitato a fornire il nominativo, senza fornire ulteriore elemento utile alla sua identificazione”.

“Non risulta inoltre – si legge – che vi siano annotazioni di polizia giudiziaria volte alla identificazione del luogo di prelievo dello stupefacente sulla base delle indicazioni fornite dall’imputato che si è limitato a riferire di aver caricato la droga genericamente in Amsterdam.

Per questo il giudice di appello, dicono gli ermellini, “aveva escluso il riconoscimento della circostanza attenuante per aver ritenuto non proficua la disponibilità manifestata dall’imputato ad effettuare il riconoscimento fotografico di altri soggetti coinvolti nella vicenda criminosa ai quali aveva fatto solo un generico riferimento”.


Operazione Eurojust - La cocaina sequestrata a Monte Romano

Operazione Eurojust – La cocaina sequestrata a Monte Romano


Secondo l’accusa, marito e moglie olandesi sarebbero stati i corrieri di un gruppo criminale organizzato di stampo mafioso, dedito allo spaccio di cocaina in tutta Europa, mentre il sessantenne italiano sarebbe stato il destinatario della droga.

I carabinieri li hanno bloccati in strada, mentre viaggiavano su due auto diverse, diretti in una zona di campagna dove sarebbe avvenuta la cessione e dove la droga sarebbe stata nascosta. Perquisite le auto, i carabinieri hanno trovato in quella degli olandesi 12 involucri di cocaina per un peso complessivo di oltre 14 chili, nascosti in dei sottofondi creati ad hoc.

La difesa dell’italiano ha messo in dubbio che le due auto viaggiassero insieme, anche se un carabiniere sentito come testimone ha sottolineato al processo che le vetture sono state fermate su una strada impervia, in mezzo a una distesa di campi dove era presente solo un altro casolare, apparentemente disabitato, oltre al capannone dell’imputato.


Operazione Eurojust - La cocaina sequestrata a Monte Romano

Operazione Eurojust – La cocaina sequestrata a Monte Romano


Tonnellate di droga dalla Spagna su camion carichi di frutta

L’operazione, durata circa un anno, è stata coordinata dall’Eurojust, l’agenzia europea per la cooperazione giudiziaria in materia penale. Secondo gli inquirenti, grandi quantità di droga sarebbero partite dalla Spagna per arrivare, su camion carichi di frutta, nei Paesi Bassi. Qui una società di trasporti coinvolta nella compravendita e nel contrabbando degli stupefacenti avrebbe ridistribuito, con la stessa modalità, le sostanze in diversi paesi europei.

Il gruppo avrebbe reclutato sempre nei Paesi Bassi camionisti e corrieri, come nel caso della coppia fermata a Monte Romano, affinché trasportassero la droga.

Otto i paesi coinvolti: Italia, Germania, Regno Unito, Norvegia, Danimarca, Svezia, Spagna e Paesi Bassi. In comune un via vai di camion carichi di merce legale, quasi sempre frutta. E droga.

In un anno sono stati sequestrati quattro tonnellate di hashish, duecento chili di anfetamine, novanta chili di Mdma, oltre sessanta chili di cocaina e venticinque di eroina.


Traffico gestito da un gruppo criminale internazionale di stampo mafioso

Secondo gli investigatori, sarebbe stata sgominata una vera e propria rete internazionale mafiosa, di tipo ‘ndranghetista. Un potente gruppo criminale in grado di controllare il mercato europeo della cocaina – con ramificazioni soprattutto nel Sud Italia – noto per operare avviando attività commerciali legittime in altri paesi come copertura per espandersi all’estero, contrabbandare droga, riciclare profitti illeciti e rivendicare nuovi territori come aree sotto il proprio controllo.

Cinquanta persona sono state indagate in Norvegia, mentre undici olandesi – tra i gestori del traffico – sono stati fermati in giro per l’Europa durante l’anno di lavoro delle forze dell’ordine. Tre di loro sono stati bloccati in Italia: un camionista olandese è stato arrestato l’11 gennaio 2019 all’autogrill Scaligera Sud mentre consegnava venti chili di eroina a un cliente, mentre il successivo primo marzo le manette sono scattate per la coppia olandese bloccata durante la consegna.

Silvana Cortignani


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9 luglio, 2021

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