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Viterbo - Notificato l'avviso ai 16 dipendenti regionali coinvolti nella vicenda

Assenteismo, chiuse le indagini

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Le immagini dei filmati delle videocamere dell'ufficio

Il capo della squadra mobile Zampaglione e il pm Conti illustrano l'operazione Jump

Il pm Paola Conti

Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione

– Operazione Jump, chiuse le indagini.

E’ arrivato ieri l’avviso di conclusione delle indagini dell’operazione Jump, l’inchiesta di procura e squadra mobile che fece finire otto dipendenti regionali agli arresti domiciliari e altri otto con obbligo di firma.

Per tutti l’accusa è di aver scavalcato i tornelli per assentarsi dal posto di lavoro, la sede viterbese dell’ufficio regionale Agricoltura, in via Romiti, a pochi passi dalla questura. A documentarlo, i filmati delle telecamere di sorveglianza dell’ufficio. Registrazioni che, per le difese, sarebbero, però, inutilizzabili, perché eseguite senza l’autorizzazione del gip Franca Marinelli.

Ai legali è stato dato un termine di venti giorni per presentare le proprie memorie difensive. Dopodiché, il 24 giugno, il giudice Marinelli dovrà pronunciarsi sulla proroga delle indagini chiesta dal pm Paola Conti. Richiesta che, se dovesse essere accolta dal gip, renderebbe nullo l’avviso di conclusione delle indagini e concederebbe altro tempo alla procura per fare luce sul caso.

L’inchiesta, che prende il nome dal salto dei tornelli (in inglese “jump”), era partita nel 2008 da una segnalazione anonima alla Questura di Viterbo.

Procura e squadra mobile sequestrarono documenti e acquisirono i filmati delle telecamere posizionate sopra ai tornelli. Fu proprio l’incrocio delle carte con i video a dare una svolta alle indagini. Le riprese confermarono le anomalie dei documenti, mostrando come i dipendenti scavalcassero i tornelli e usassero i tesserini dei colleghi per risultare comunque in ufficio.

Una tesi che i difensori hanno sempre respinto, insistendo non solo sull’uso illegittimo delle riprese, ma anche sugli improbabili orari di entrata e di uscita registrati dagli orologi che, per i legali, non funzionavano correttamente.

Le misure cautelari, emesse lo scorso 15 dicembre, furono revocate due settimane dopo, su richiesta del pm, prima della pronuncia del tribunale del Riesame.


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26 maggio, 2011

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