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Tusciaweb - La città che sogniamo - Renato Petroselli interviene nel dibattito avviato dal direttore Carlo Galeotti sul futuro di Viterbo e della Tuscia

Dobbiamo mettere a disposizione della collettività il bello e buono che abbiamo come gli etruschi…

di Renato Petroselli
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Viterbo – Gentilissimi tutti, ormai penso che mi conosciate, sapendo che sono uno dei tanti lettori, della vostra testata e vi ringrazio per i vostri servizi di stimolo per il nostro amato territorio.


Renato Petroselli

Renato Petroselli


Stimolato dall’articolo del vostro direttore vorrei esternare e condividere con voi tutti alcuni pensieri legati alla nostra realtà di cittadini residenti a Viterbo e quindi nella Tuscia.

Sappiamo che dobbiamo tornare alle urne per la scelta di chi dovrà guidare amministrativamente la nostra città. Da persona che vive la realtà del territorio e che è abituata all’ascolto di coloro che lo frequentano anche a scopo turistico, nel mio piccolo mi permetterei di fare delle considerazioni sul canovaccio delle citazioni del direttore Carlo Galeotti.

Noi, come territorio, abbiamo la fortuna di essere ricchi, però a livello di popolazione di residenti in tutta la Tuscia, siamo poveri, contiamo meno di un quartiere della città di Roma. Questo però non deve essere un punto di debolezza per il personaggio politico che ci rappresenta e che ci dovrebbe amministrare.

Ora, a livello amministrativo, apparteniamo territorialmente alla regione Lazio, ma la storia attesta che noi siamo discendenti degli Etruschi, sappiamo che il popolo etrusco era a conoscenza del bello e del buono che la terra conosciuta e coltivata offriva..

Una delle tante persone ospiti della vostra encomiabile rassegna culturale, “Pirati della bellezza”, mi riferisco alla giornalista Maria Angela Pira, tra le tante cose dette nell’ incontro, parlò di consapevolezza degli italiani dei grandi valori dei giacimenti che fortunatamente abbiamo e che non solo dobbiamo mettere in vetrina ma dobbiamo saperli sfruttare economicamente.

La conoscenza delle cose dovrebbe servire poi a saperle comunicare e renderle attrattori economici. La scelta di un sindaco per la comunità, non è e non dovrebbe essere soltanto una questione di bussola polare cioè sinistra, centro, o destra. Ma una questione di intelligenza e consapevolezza coraggiosa di fare scelte a prescindere dalle temporali casacche indossate politicamente dagli esponenti candidati.

Oggi, facendo riferimenti storici, non si può più pensare alle guerriglie fatte da orazi e curiazi del popolo romano come pure del periodo feudale guelfi e ghibellini.

Dobbiamo mettere a disposizione di tutta la nostra collettività il bello e buono che abbiamo dentro di noi, come il popolo etrusco sapeva fare. Facendo riferimento ai bei film, girati da grandi personaggi artisti che hanno saputo trovare nei nostri ambienti il bello e buono – vedi Pasolini, Fellini, Monicelli e tanti altri – va detto che il successo di un’opera d’arte cinematografica è dato dal lavoro di tutta la troupe che ha lavorato con armonia nella storia del progetto.

Ovviamente la firma è rappresentata dal regista come dovrebbe essere a livello politico dal sindaco. Tanto altro ci sarebbe da dire, ma vorrei chiudere augurando a tutti di essere illuminati dallo spirito democratico di servizio, nei confronti di tutti.

Insomma diamoci da fare, la nostra storia prossima futura è nelle nostre mani.

Renato Petroselli


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27 febbraio, 2022

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