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Viterbo - Con la scusa del falso incidente al figlio, il primo febbraio, si sono fatti consegnare contanti e gioielli da coppia di anziani

Truffarono genitori di professionista, arrestati due 34enni

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Viterbo - La polizia nel quartiere San Faustino

Viterbo – Una pattuglia della polizia

Viterbo – (sil.co.) –  “Suo figlio ha avuto un incidente”. È la truffa messa a segno a Viterbo mercoledì primo febbraio ai danni di una coppia di insegnanti di liceo in pensione di 72 e 78 anni, residenti in un quartiere nell’immediata periferia del capoluogo, cui lucidità e cultura non sono bastati a evitare di cadere nella trappola dei due banditi che, spacciandosi per un poliziotto e un avvocato, li hanno terrorizzati in nome del figlio, riuscendo a farsi consegnare 700 euro in contanti, un migliaio di euro in preziosi e la tessera bancomat con cui hanno prelevato altri 250 euro.

Si tratterebbe di due 34enni napoletani, arrestati nel capoluogo campano a distanza di poco più di un mese dalla squadra mobile, che ha notificato loro l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Viterbo al termine delle indagini condotte dalla polizia. Indagini giunte subito a una svolta grazie alle telecamere di videosorveglianza che avrebbero immortalato le varie fasi della truffa, inchiodando la coppia.

“Quando i miei genitori hanno capito cosa era successo, mi hanno chiamato disperati e siamo corsi in questura a sporgere denuncia”, raccontava a Tusciaweb il figlio, un professionista 44enne di Viterbo.

“Prima che il bancomat venisse bloccato, i truffatori sono riusciti a effettuare un prelievo da 250 euro presso uno sportello del Corso, a un’ora determinata, per cui la videosorveglianza potrebbe dare una mano”, aveva spiegato il figlio della coppia.


“Così hanno truffato i miei genitori”

“Erano circa le 11 quando la mamma ha risposto a una telefonata sul fisso da parte di un sedicente funzionario di polizia. Dall’altro capo del filo una voce maschile, che le ha detto che avevo avuto un incidente e che, siccome ero senza bollo e assicurazione, mi avevano fatto un fermo amministrativo e che rischiavo una condanna penale, a meno che, entro mezzogiorno, non avessimo versato una cauzione di 4500 euro per tre verbali, uno per il bollo, uno per l’assicurazione e un altro per l’incidente”, spiega il 44enne.

“A mamma hanno detto che io non potevo parlare, perché stavo a mia volta parlando con le forze dell’ordine, quindi le hanno chiesto un numero di cellulare, dicendole di non agganciare, così lei avrebbe continuato a parlare col funzionario di polizia e suo marito avrebbe potuto parlare con un avvocato. Solo dopo hanno capito che era per tenere occupati entrambi, evitando che potessero insospettirsi parlando tra loro. Intanto gli mettevano fretta, dicendo che il termine delle ore 12 stava per scadere”, spiega il professionista.

“Mio padre è andato in via Belluno, dove gli ha dato appuntamento il fantomatico avvocato, dicendogli che era per una pec. Al suo arrivo il legale non c’era, ma al telefono gli diceva di aspettare, che stava arrivando. Era un diversivo, per tenerlo lontano dalla mamma, che nel frattempo, da sola, è andata a prelevare i contanti in banca”, prosegue il professionista.

“Mia madre, fortunatamente, ha potuto ritirare nell’immediato soltanto 500 euro, cui ha aggiunto 200 euro che aveva a casa, mettendo insieme 700 euro, che ha consegnato a un ‘addetto’ della polizia sulla quarantina, col volto travisato da una mascherina anti Covid e l’accento del centro-sud. L’uomo, sicuramente italiano, a fronte dei 4500 euro necessari a salvare il figlio dalle pesanti sanzioni penali cui stava andando incontro, si è fatto consegnare i gioielli che c’erano in casa, per un migliaio di euro, col dire che ci avrebbero pensato loro a ‘convertirli’ in denaro, poi si è fatto dare la tessera bancomat con tutto il codice pin”.

Poco dopo è tornato mio padre e quando si sono guardati in faccia hanno capito tutto, chiamandomi subito al lavoro per dirmi che erano stati truffati. Abbiamo bloccato la tessera e siamo andati a sporgere denuncia in questura, dove il personale è stato professionale e gentilissimo coi miei genitori, sottosopra per l’accaduto. Mia madre, che è stata sempre la più diffidente della famiglia, non si dà pace. Dice che in quei momenti il suo unico pensiero ero io e che doveva togliermi dai guai. Non ha pensato neanche un attimo che potesse essere una truffa, nonostante se ne parli tanto. Solo quando i loro sguardi si sono incrociati, hanno capito”.


 – “Suo figlio ha avuto un incidente, ecco come i banditi hanno truffato i miei genitori”


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9 marzo, 2023

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