Carabinieri
Viterbo – Assolto in via definitiva il maresciallo-eroe Santo Antonio Catanzariti, accusato falsamente di concussione da una persona cui aveva prestato aiuto. “La fine di un incubo, anche se non ho mai smesso di credere nella giustizia”, commenta il militare, tramite il difensore.
Si è chiusa definitivamente la vicenda giudiziaria dell’ex comandante della stazione carabinieri di Vejano accusato di concussione da un insegnante vittima di usura, che aveva salvato da uno strozzino. Si tratta del maresciallo Santo Antonio Catanzariti il quale – già assolto con formula piena in primo grado, “perché il fatto non sussiste”, dal tribunale di Viterbo – ha dovuto affrontare anche un processo bis, davanti alla corte d’appello di Roma, su ricorso della procura.
“Ancora una volta il mio assistito è stato assolto, con sentenza passata in giudicato, quindi definitiva. Essendo un uomo di stato, mai è venuta meno la fiducia nella giustizia, ma nessuno risarcirà Catanzariti per quello che ha subito e gli restituirà quello che ha perso nei lunghi anni in cui ha dovuto difendersi da accuse insussistenti”, vi tiene a sottolineare il difensore Remigio Sicilia.
Il tribunale di Viterbo lo ha assolto in primo grado il 10 marzo 2021, dopo che la stessa procura aveva riqualificato il reato in truffa aggravata, chiedendo una condanna a un anno e un mese di reclusione e 600 euro di multa.
Il militare, che nell’estate 2015 aveva ricevuto un encomio solenne per avere salvato la vita di una persona, a settembre 2016 è stato denunciato da un insegnante di Canale Monterano, B.B., che aveva salvato pochi mesi prima da un usuraio, un pregiudicato di Manziana, W.M., arrestato in flagrante il 13 ottobre 2015 mentre si faceva consegnare 300 euro in contanti dalla vittima.
L’avvocato Remigio Sicilia
Premiato per avere soccorso una mamma salvando la vita al figlio malato.
Il 31 luglio 2015, Catanzariti, per avere salvato la vita a un malato, fu tra i 31 militari provenienti da tutto il territorio nazionale premiati con encomio solenne dal comandante generale dell’arma dei carabinieri generale Tullio Del Sette per essersi particolarmente distinti nella quotidiana attività di servizio.
Erano circa le 11 di mattina del 6 marzo 2015 quando Catanzariti, intervenne in soccorso di una mamma che aveva chiamato i carabinieri per segnalare, a causa del maltempo, il mancato funzionamento della centrale elettrica della sua casa alla quale era attaccato un macchinario ospedaliero salvavita per il figlio affetto da una gravissima patologia.
“Appreso che la mancanza di energia elettrica, causata da un violento temporale, stava provocando problemi a un respiratore artificiale che manteneva in vita un giovane disabile – si legge nelle motivazioni dell’encomio solenne – evidenziando alto senso del dovere ed elevato spirito di iniziativa, unitamente ad altri militari, non esitava a intervenire riuscendo a reperire un gruppo elettrogeno poco prima del termine dell’autonomia dell’apparecchiatura, così da scongiurare più gravi conseguenze”.
La donna avrebbe fatto presente che il macchinario aveva ancora un’ora e mezza di autonomia e poi il figlio avrebbe smesso di vivere. Subito sono stati allertati i militari della stazione di Oriolo Romano che, arrivati sul posto, si sono attivati per reperire un gruppo elettrogeno che servisse a recuperare tempo e poi hanno allertato una squadra di tecnici dell’Enel di Civita Castellana.
Sono stati i carabinieri di Vejano a trovare il gruppo per poi trasportarlo a Oriolo nella casa a soli trenta minuti dal termine dell’autonomia della macchina. Nel frattempo è arrivata una squadra di tecnici dell’Enel che, in brevissimo tempo, ha ripristinato anche la centrale elettrica della casa.
Silvana Cortignani
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