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Tribunale - Imputato di violenza sessuale un quarantenne - Dopo Pasqua la sentenza

Chiama “chiappe d’oro” e palpeggia barista, non sarà sentito il socio del gestore

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Bassano Romano - Una foto dell'Instagram photo contest

Bassano Romano – foto d’archivio

Domenico Gorziglia

Domenico Gorziglia

Bassano Romano – (sil.co.) – Rinviata la discussione del processo per violenza sessuale al titolare di un pubblico esercizio di Bassano Romano accusato di avere palpeggiato e chiamato “chiappe d’oro” davanti ai clienti la barista.

Martedì avrebbe dovuto essere sentito l’ultimo testimone della difesa ed essere anche il giorno della sentenza, ma a causa dell’assenza del legale dell’imputato, cui non è stato riconosciuto il legittimo impedimento, l’udienza è slittata a dopo Pasqua, mentre è stata revocata la deposizione dell’allora socio, che avrebbe dovuto essere sentito in merito all’impianto di videsorveglianza e al presunto pagamento al nero del personale che sarebbe stato il movente dalla denuncia.

L’allora socio amministratore, in particolare, avrebbe dovuto essere ascoltato sul mancato pagamento delle “spettanze” per Ferragosto. Ma ancora una volta non si è presentato in tribunale. L’avvocato Remigio Sicilia, in sostituzione del titolare assente, ne ha chiesto l’accompagnamento coattivo da parte dei carabinieri alla prossima udienza, ma il collegio ha revocato il testimone.

“Una vendetta” la denuncia, secondo il quarantenne romano sposato e con figli, sentito in aula lo scorso 12 luglio. A detta sua, nell’agosto 2017, la presunta vittima, parte civile con l’avvocato Domenico Gorziglia, lo avrebbe querelato per vendicarsi del mancato pagamento della prima settimana di lavoro in vista della chiusura del locale per ferie a ferragosto.

La donna avrebbe lavorato come barista soltanto dieci giorni, dal 4 al 14 agosto 2017, licenziandosi 48 ore dopo le avances indesiderate del 12 agosto di sei anni fa. E con l’occasione si sarebbe tenuta, a titolo di stipendio, i circa 800 euro di incasso della serata del carnevale estivo di Bassano Romano, celebrato alla vigilia di ferragosto, parte dei quali avrebbe diviso con una collega.


Articoli: Barista lo accusa di chiamarla “chiappe d’oro” davanti ai clienti, l’imputato: “Una vendetta” – Accusato di palpeggiare la barista e chiamarla “chiappe d’oro” si difende – Barista “palpata” dietro il bancone, titolare difeso dalla fidanzata… – “Si strusciava dietro il bancone del bar e mi chiedeva foto particolari” – “Mi chiamava ‘chiappe d’oro’ davanti a tutti e un giorno mi ha toccato il sedere”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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6 aprile, 2023

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