Bassano Romano – Denuncia per molestie il titolare del bar per cui lavora, che tra le altre cose l’avrebbe chiamata “chiappe d’oro” davanti agli avventori.
Il collegio lo ha condannato a un anno e quattro mesi di reclusione per violenza sessuale e 1500 euro di risarcimento alla parte offesa.
Assolvendolo con formula piena, come chiesto dalla procura, per i reati legati a ipotesi di sfruttamento della manodopera.
Il pubblico ministero Eliana Dolce aveva chiesto una condanna a due anni di reclusione per violenza sessuale, riconosciuta nella forma attenuata. E ha chiesto la condanna anche l’avvocato di parte civile Domenico Gorziglia.
Imputato un quarantenne socio di un pubblico esercizio di Bassano Romano nell’agosto 2017 quando sarebbero avvenuti i fatti. Per la difesa, la parte offesa è inattendibile.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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