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Ronciglione - È quanto sta scritto nei documenti militari della Chemical city, il bunker dove si conservavano armi di distruzione di massa

Zona militare del lago di Vico, lavoratori trasformati da falegnami e muratori a operai chimici

di Daniele Camilli
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Ronciglione - La Chemical city del lago di Vico

La Chemical city del lago di Vico – Uno dei magazzini


Ronciglione – Dalle caldaie alle armi chimiche, da elettricista a “preparatore di miscele per artifici”.

Erano i “cambi di qualifica di mestiere per motivi di servizio” che avvenivano all’interno della Chemical city, il bunker a ridosso del lago di Vico voluto dal fascismo, comune di Ronciglione, dove vennero prodotte armi chimiche presumibilmente fino alla fine della seconda guerra mondiale e dove vennero poi conservate fino alle seconda metà degli anni novanta, quando l’area venne bonificata per la prima volta e al suo interno vennero scoperti ordigni contenenti un po’ di tutto, dall’iprite al fosforo. Armi letali, di distruzione di massa, chiusi in contenitori fatiscenti. La cui “conservazione” era “compromessa” fino dagli anni ’60.


Ronciglione - Chemical city - Il documento del 16 luglio 1968

Ronciglione – Chemical city – Il documento del 16 luglio 1968


Ad attestarlo i documenti militari riguardanti il magazzino di materiali Nbc, nucleare, batteriologico e chimico. Documenti che raccontano una storia tenuta segreta fino al 1996, quando, nel corso della prima bonifica, definita dall’Esercito col nome di “Coscienza pulita”, una nuvoletta di fosgene sfuggì al controllo e investì un ciclista di passaggio all’esterno della zona militare. Una storia rimasta comunque nell’ombra fino alla scoperta dei documenti militari a partire dai quali Tusciaweb ha avviato un’inchiesta giornalistica, pubblicandoli e portandoli per la prima volta a conoscenza dell’opinione pubblica.

Da un mestiere all’altro, dunque. “Per motivi di servizio”. Soltanto che i mestieri erano decisamente diversi. Due i documenti militari che attirano l’attenzione. Il primo è del 1968, il secondo del 1991. Un arco di tempo piuttosto lungo che fa pensare a una pratica usuale, costante nel tempo.


Ronciglione - Una mappa del 1995 della Chemical city del lago di Vico

Ronciglione – Una mappa del 1995 della Chemical city del lago di Vico


Nel documento del 16 luglio 1968 si legge che “il ministero della difesa con dispaccio nr. 96532 in data 19/6/1968 ha autorizzato l’impiego ‘saltuario’ dei sottoelencati operai permanenti nella qualifica appresso specificata”. 25 operai in tutto, di questi 12, quasi la metà, passeranno da qualifiche come conduttore di macchine automatiche, macchine utensili, fabbro, macchine a vapore, elettricista, falegname e muratore, a “preparatore di miscele per artifici” oppure “operaio chimico”. Un paio di loro, accanto alla nuova qualifica di operaio chimico o preparatore di artifici chimici si troveranno a fare contemporaneamente anche imbianchino e pittore edile il primo, l’idraulico tubista il secondo.

Cosa fa l’operaio chimico? Basta fare una ricerca su internet per scoprire che un operaio chimico “si occupa del trattamento, lavorazione e conservazione di materie prime, semilavorati e prodotti chimici. E’ responsabile inoltre della preparazione, regolazione, manutenzione e conduzione delle macchine e delle attrezzature proprie delle produzioni chimiche”.

C’è poi la lettera di un operaio risalente al 13 marzo 1991. Un operaio che chiede al ministero della difesa di vedersi riconoscere un cambio di mansione. “Il sottoscritto – scrive l’uomo – inquadrato ai sensi dell’VIII comma dell’articolo 4 della legge 11 luglio 1980 n.312 nel profilo professionale n. 95 ‘Conduttore di motori navali’ della IV qualifica funzionale in servizio presso il magazzino materiali difesa Nbc di lago di Vico-Ronciglione (Vt), dipendente da stabimiles Nbc di Civitavecchia, proveniente dalla ex carriera ausiliaria e rivestente la ex qualifica di ‘Conduttore patentato di caldaie con certificato di 2° grado A o 2° grado B o 3° grado generale’ Ctg. qualificato, dichiara che a partire dal 1° giugno 1979 a tutt’oggi svolge attività connessa alla individuazione, rilevazione, inertizzazione e smaltimento di aggressivi chimici e sostanze chimiche tossiche; disattivazione di residuati bellici a caricamento non convenzionale; caricamento e scaricamento proiettili di vario calibro al fosforo bianco, bidoncini a scoppio con cloridrina solforica e artifizi Mod. 60; allestimento di candele nebbiogene e corredi complementari Nbc”. 

Un cambio di mansione risalente al 1979 e che, nel 1991, a quanto pare, non gli sarebbe ancora stato riconosciuto.


Ronciglione - Chemical city - Il documento del 13 marzo 1991

Ronciglione - Chemical city - Il documento del 13 marzo 1991

Ronciglione – Chemical city – Il documento del 13 marzo 1991


Infine, tenuto conto dei documenti militari appena descritti, alcune domande, rivolte al ministro della difesa Guido Crosetto.

La prima. Quali erano le condizioni di sicurezza per la salute e l’incolumità fisica degli operai all’interno della zona militare del lago di Vico? In che modo erano chiamati a gestire i materiali chimici?

La seconda. I cambi di qualifica di mestiere per motivi di servizio erano legittimi, cioè a norma di legge, oppure no? Con quali competenze i lavoratori della Chemical city passavano dal mestiere di falegname, tanto per citare un esempio, a quello di “preparatore di miscele per artifizi”/”operaio chimico”?
Infine l’ultima. L’Esercito italiano ha mai avuto notizia di malattie che riguardavano il personale civile e militare che ha lavorato all’interno del magazzino Nbc di Ronciglione riconducibili al trattamento di sostanze chimiche presenti al suo interno?

Daniele Camilli

(4. continua…)


I documenti militari: L’impianto idrico della Chemical city – “Fatiscenza, precarietà, zone al buio e randagismo” della Chemical city – Le bombe al fosforo scaricate nella Chemical city del lago di Vico

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L’inchiesta del 2020 di Tusciaweb

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17 aprile, 2023

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