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Viterbo - Il sedicente sciamano sarà processato a novembre per truffa aggravata

Rinviato a giudizio il mago Cagliostro

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Il mago Cagliostro, al secolo Enrico Guarrera

Il mago Cagliostro, al secolo Enrico Guarrera 

– Sarà processo per il mago Cagliostro.

Il sedicente sciamano di Marta, al secolo Enrico Guarrera, è stato rinviato a giudizio per truffa aggravata.

Stamattina il gup di Viterbo Franca Marinelli ha accolto la richiesta del pm Paola Conti: il mago avrebbe approfittato della fiducia delle persone che gli chiedevano aiuto, prospettando il pericolo di un’eterna sfortuna. Il malocchio sarebbe sparito solo se avessero pagato. E i “clienti” pagavano: 2mila euro era il prezzo richiesto per togliere la fattura o per risolvere problemi d’amore.

Una cifra che, moltiplicata per le quattro parti offese, è il totale della presunta truffa, pari a circa 8mila euro.

La difesa dissente. Per l’avvocato Giuseppe Picchiarelli mancano tutti gli elementi della truffa. Il mago si sarebbe limitato a chiedere un compenso per il lavoro svolto. Lavoro di cui, tra l’altro, nessuno si sarebbe lamentato.

Compresa la decina di persone, ascoltate a titolo di clienti, ma che non si sono costituite parti offese. “Alcuni erano anche riconoscenti al mago”, ha spiegato il legale in aula.

Del caso si occupò anche Striscia la notizia. Un’€™inviata di Antonio Ricci si rivolse a lui spacciandosi per malata di cancro. Lo sciamano di Marta le chiese 100mila euro, raccomandandole di sospendere le cure. Ma non per guarirla, precisò poi Cagliostro: i soldi servivano per toglierle il malocchio.

A quel punto, scattò l’indagine della procura di Viterbo che, setacciando i conti del mago, scoprì numerosi versamenti sulla sua carta postepay.

Da qui, l’ascolto di decine di testimoni e l’ipotesi di truffa a danno dei quattro. A novembre, il processo.

 


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10 giugno, 2013

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