Viterbo – “Dedico questa vittoria alla mia famiglia e al Sodalizio dei facchini di Santa Rosa. La nuova macchina sarà una macchina che io stesso avrei voluto portare”. Raffaele Ascenzi entra di diritto nella storia di Viterbo. Dies Natalis, dopo Ali di luce e Gloria, sarà la sua terza macchina, la seconda consecutiva, ad attraversare le vie del centro storico il 3 settembre dei prossimi 5 anni.
Non può parlare degli aspetti tecnici del progetto finché la commissione non porterà a termine tutta la procedura prevista dalla normativa, pena l’esclusione, ma dalla motivazione letta ieri pomeriggio nella sala d’Ercole di palazzo dei Priori dalla presidente Loriana Vittori già qualcosa si intuisce: “La coraggiosa riproposizione delle macchine del passato – ha detto Vittori riferendosi a Dies Natalis – si incontra con l’importante inserimento delle nuove tecnologie il cui uso ha consentito lo svuotamento delle parti interne della macchina e una maggiore altezza di quelle del passato.
Apprezzabile il posizionamento della santa e il racconto degli episodi fondamentali della vita di Rosa che si è voluto inserire nello sviluppo architettonico della macchina. La scultura è di facile realizzazione, complessa la realizzazione del fattore estetico. Completa di tutto quanto richiesto dal bando nella forma più esaustiva, la proposta risulta appropriata considerando anche la ricorrenza del Giubileo”.
Viterbo – Nuova macchina di Santa Rosa – Raffaele Ascenzi con la famiglia
Raffaele Ascenzi, ogni fine è un nuovo inizio… “Sì. Come molti sanno, oltre ad essere un progettista e un architetto, sono anche un amante della tradizione. E a più riprese ho dichiarato che se ci fosse stata una macchina più bella di Gloria, la mia base di partenza, da viterbese sarei stato felice di accoglierla come la nuova macchina di Santa Rosa. Conosco tutti i progetti che sono stati presentati dal 1690 ad oggi, sia quelli che hanno vinto sia quelli che hanno perso”.
Se l’aspettava di vincere per la terza volta? “Sì, me lo aspettavo, perché la nuova macchina è una top class, completa in tutto”.
Viterbo – Raffaele Ascenzi alla presentazione della nuova macchina di Santa Rosa
E come ci si sente? “È un grande impegno e un grande onore. E attribuisco anche ai miei concittadini la spinta emotiva, quindi fattiva, a realizzare questo nuovo modello. Sento molto affetto da parte dei viterbesi. E l’ho visto pure al momento della proclamazione del vincitore. Tante facce contente che hanno espresso con il cuore il proprio entusiasmo per la scelta della commissione. Adesso sono curioso di sapere quale sarà la reazione il prossimo anno, quando ci sarà il trasporto. Non è una macchina facile. Una macchina che racconta una storia che porta a Rosa”.
Quale è stata la prima emozione che ha provato quando ha sentito il suo nome? “Innanzitutto la proclamazione è stata un rebus. C’erano tre macchine escluse e sono state aperte per ultime, dopo il vincitore. Quindi fino all’ultimo è stata una grossa incognita. Con la paura di essere esclusi per qualche errore commesso al momento della consegna delle buste. Poi ho una certa esperienza e so cosa mettere nella busta A e nella busta B, rispettando pienamente i criteri del bando. Dopodiché l’emozione che ho provato è stata fortissima, perché interrompere l’esperienza di Gloria con un grande successo, come quello del 3 settembre, e il giorno dopo vincere il nuovo bando è veramente il massimo. Sono poi convinto di poter dare ancora molto alla tradizione della macchina di Santa Rosa. Nel momento in cui si spegnerà l’entusiasmo, allora al quel punto smetterò di fare l’ideatore e il progettista per il trasporto”.
Santa Rosa – Raffaele Ascenzi bacia la moglie all’annuncio della vittoria
Quanto tempo ha dedicato al nuovo progetto? “Tanto. Tante cene saltate e tante notti insonni accompagnate da tanti dubbi e tante perplessità. Non è mai semplice partire da un’idea fino ad arrivare all’armonia di forme che deve avere una macchina. Se poi uno vede tutto il percorso di progettazione che ha avuto Gloria si capisce che all’inizio non c’era armonia e non andava bene. Poi solo all’ultimo, inserendo elemento e scalando tutte le allegorie in maniera adeguata, sono riuscito a trovare la chiave giusta per proporre una macchina”.
A chi dedica questa vittoria? “Alla mia famiglia e al Sodalizio dei facchini di Santa Rosa. Perché sono convinto che sarà una macchina che la mia famiglia e i facchini apprezzeranno molto. La nuova macchina sarà una macchina che io stesso avrei voluto portare”.