"Non ho ricevuto Gianlorenzo, né tantomeno gli ho espresso solidarietà". A dichiararlo è Alberto Pazienti. Il procuratore capo di Viterbo prende nettamente le distanze da quanto affermato dal giornalista plurindagato in un'intervista di pochi giorni fa.
Paura di rimanere in redazione da soli. Sensazione inusuale per dei giornalisti. Ma non per i colleghi di Paolo Gianlorenzo. La vita di redazione era tutt'altro che facile per i fuoriusciti di "Nuovo Viterbo Oggi" e dell'"Opinione di Viterbo". Il pm Massimiliano Siddi li ha ascoltati uno a uno mesi fa.
Poche e semplici domande al senatore del Pd Ugo Sposetti sulla vicenda inerente un dossier sul caso Lusi che, secondo gli investigatori dell'inchiesta sulla macchina del fango, sarebbe stato consegnato a Paolo Gianlorenzo, direttore di un foglio quotidiano locale di destra.
Ladri nella casa al mare di Zingaretti a Capalbio. Subito dopo la fuga a bordo di due Mercedes, una classe B e una Slk, fino a Montalto di Castro dove sono spariti a piedi nelle campagne.
(s.m.) - "Metodo Ciarrapico". Così i collaboratori di Paolo Gianlorenzo definivano la condotta professionale del loro direttore. La macchina del fango come pratica di lavoro giornalistico, applicata alle "grandi inchieste": individuato il bersaglio, lo si colpiva a ripetizione sul giornale, per poi abbassare il tiro di punto in bianco.
La protesta dei lavoratori boicottata dalla Birindelli per la solita guerriglia politica contro Battistoni. 20mila euro promessi per la manifestazione "Sapere sapori" al direttore di Coldiretti Lazio per aiutarla nel sabotaggio. E mentre gli agricoltori protestano lei li sbeffeggia al telefono: "Burini".
Che c'azzecca Paolo Gianlorenzo con l'onorevole Pd Ugo Sposetti? All'apparenza nulla. Soprattutto politicamente. Ma la macchina del fango potrebbe aver fatto il miracoli: riunisce l'inconciliabile. Proprio come i due protagonisti della vicenda in questione: un senatore del Partito democratico e un giornalista da sempre collocabile nell'area della destra, più o meno estrema. Il tutto secondo gli investigatori che scrivono di incontri tra i due. Ma Sposetti prende le distanze e annuncia azioni legali.
Li hanno pestati a sangue, con una furia e una violenza inaudita. Le vittime, sono due fratelli, uno ancora minorenne, di soli 16 anni, e l'altro di 19. Denunciati per lesioni gravi quattro giovani di 22 anni di Vetralla.
L'odio per Battistoni come "denominatore comune". Stessa spregiudicatezza e stessa logica: usare la politica o l'informazione per i propri scopi. L'inchiesta sulla macchina del fango è un gioco di specchi. Paolo Gianlorenzo e Angela Birindelli sono l'uno il riflesso dell'altra. Il tutto emerge dalle carte dell'inchiesta.
Scontro tra auto, un ferito grave. L'incidente è avvenuto intorno alle 16,50 nella zona industriale di Montalto di Castro.
Una pattuglia a terra e una in acqua del nucleo pesca e navigazione interna della polizia provinciale hanno sequestrato tre reti illegali nel lago di Bolsena.
L'immagine dell'ex assessora viene messa a dura prova dalle carte dell'inchiesta Vinitaly-macchina del fango. Undici indagati. Ma su tutti troneggia lei, descritta come una specie di despota, nell'informativa della polstrada.
E' riduttivo chiamarla macchina del fango. L'indagine del pm Massimiliano Siddi si dipana in mille rivoli diversi. Uno accosta i nomi di Paolo Gianlorenzo e Viviana Tartaglini allo sfruttamento della prostituzione. Si parla poi di spaccio di droga. Ma va chiarito che ai due giornalisti viterbesi la Procura non contesta queste accuse.- “Droga, prostituzione e sesso a tre”, era solo buona e doverosa cronaca
Avrebbe truccato un videopoker con uno congegno elettronico che, avvicinato alla macchinetta e azionato, permetteva di erogare monete. Arrestato 23enne dai carabinieri di Corchiano.
Ruba un'auto e scappa, preso. L'uomo era irreperibile da quando era stata emessa l'ordinanza a causa del furto di un'auto a Todi il 3 maggio.
E' slittata di due mesi l'udienza prevista per stamattina di fronte al gup Salvatore Fanti durante la quale il giudice avrebbe dovuto decidere sul destino della coppia indagata.
Il gip Rigato ha respinto ieri mattina l'istanza di scarcerazione presentata nei giorni scorsi dall'avvocato Maria Antonietta Russo. Si attende ancora, invece, la consulenza medico-legale disposta dal pm.
Tentata estorsione. Corruzione. Minacce. Falso. Detenzione abusiva di arma. Appropriazione indebita. Rivelazione di segreto d'ufficio. E ora anche la tentata concussione. Sono tutte le ipotesi di reato che pendono sulla testa di Paolo Gianlorenzo. L'ultima in riferimento alla sua rete di informatori.
Articoli: Birindelli pensa anche alla moglie di Gianlorenzo - “E’ meglio morire di cancro che avere un nemico come me” - La saga Vinitaly e gli ordini dell'assessora - "Inchieste giornalistiche" per avere un posto di lavoro - Macchina del fango, chiusa l'inchiesta
Ritrovata la 71enne scomparsa ieri da Vetralla. Lidia Paradisi si era allontanata dalla sua casa in località la Botte nel pomeriggio di ieri, 22 luglio, intorno alle 18.
Costretta a subire per anni le attenzioni morbose del compagno della madre. E' quanto denuncia una ventenne viterbese. E' stata lei a fermare la sequela di presunti abusi sessuali iniziati quando era ancora minorenne.
I carabinieri di Vignanello lo scorso 17 luglio hanno arrestato un 58enne per lesioni personali, minacce, ingiurie e oltraggio a pubblico ufficiale.
18mila euro promessi al giornale di Paolo Gianlorenzo. Ma non basta. Secondo le indagini, Angela Birindelli aveva pensato anche alla moglie del giornalista. L'ex assessore regionale all'Agricoltura si sarebbe impegnata a garantirle fondi indiretti per una rivista, oltre a ospitarla al Vinitaly a spese della Regione Lazio.
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Dopo quattro mesi e mezzo in cella, l'immobiliarista viterbese torna a casa. Tra marzo e giugno, la squadra mobile lo aveva arrestato due volte per usura aggravata ed estorsione. Ora aspetta di vedersi notificare da un giorno all'altro il decreto di giudizio immediato.
Piuttosto che tornare dalla fidanzata ha preferito il carcere. E così per un civitonico 33enne si sono aperte le porte di Mammagialla, anche se avrebbe potuto starsene comodamente agli arresti domiciliari.
Grave incidente, nel pomeriggio, a Pescia Romana. Intorno alle 18,20, due auto si sono scontrate in località Le Graticciale, sulla strada che porta a Costa Selvaggia. Sul posto carabinieri, vigili del fuoco e 118.
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