– Arresti domiciliari a Daniele Califano.
Dopo quattro mesi e mezzo in cella, l’immobiliarista viterbese torna a casa.
Tra marzo e giugno, la squadra mobile lo aveva arrestato due volte per usura aggravata ed estorsione.
Ieri, la buona notizia per l’indagato: il gip Francesco Rigato ha accolto l’istanza di scarcerazione del suo avvocato Roberto Massatani, con parere positivo del pm Fabrizio Tucci. Un evento, dopo le sonore bastonature del tribunale del Riesame e dello stesso gip.
Per due volte la difesa si era vista negare la possibilità dei domiciliari. Troppo alto, per i giudici, il rischio che Califano tornasse a prestare soldi con interessi usurari anche da casa.
Ma ora, a distanza di mesi, quegli stessi fatti per cui Califano era stato arrestato hanno perso d’attualità. Il 53enne aspetta da un momento all’altro il decreto di fissazione del giudizio immediato, promesso dal pm.
Insieme a lui, aspetta anche Antonio Pasquini, il funzionario di banca denunciato al primo blitz e arrestato al secondo. Per lui, l’accusa è di aver sfruttato le informazioni di cui veniva a conoscenza sul posto di lavoro per indirizzare imprenditori in difficoltà da Califano. L’immobiliarista avrebbe fatto il resto: prestiti con tassi di interesse che, per l’accusa, superavano il 250% su base annua.
L’indagine partì dalla denuncia di un’imprenditrice viterbese. A questa, si sono poi aggiunte almeno altre due vittime, un uomo e una donna, entrambi in difficoltà.
Nel caso della prima imprenditrice e del commerciante, ci sarebbe stato un tentativo di far vendere loro due case di proprietà. Accuse che i difensori respingono. In particolare quelle che riguardano il commerciante, che si sarebbe offerto lui di vendere la villa.
Per sfuggire a Pasquini e Califano, l’uomo è scappato all’estero, dove sta cercando di rifarsi una vita.
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