Assolti perché il fatto non sussiste. Con questa formula, il tribunale di Viterbo ha scagionato una coppia di Bassano Romano dall'accusa di detenzione illegale di arma.
E' stato condannato a sei mesi l'uomo evaso dai domiciliari per soccorrere la moglie. La sentenza è arrivata ieri mattina. Il giudice del tribunale di Viterbo Rita Cialoni non ha creduto al 40enne di etnia sinti arrestato a dicembre per evasione.
Un anno e quattro mesi di reclusione. A tanto è stato condannato il macchinista di un treno, per aver dato un morso sul braccio a una ragazza. Era la primavera del 2011. L'uomo fu denunciato da una 18enne conosciuta sul treno.
Era riuscita a "soffiargli" l'anello della madre, gioielli, due televisori e un tavolo. Merito del suo forte ascendente sul capo che, però, alla fine, l'ha denunciata per appropriazione indebita.
Indizi solidi e un alibi fragile. Scrive questo il giudice Marinelli sul caposala dell'Andosilla condannato per violenza sessuale. Pochi giorni fa, il deposito delle motivazioni della sentenza.
Chiedono due milioni di euro per presunti danni da inquinamento ambientale. Entrano così i comitati anti-discarica di Tuscania nel processo Longa Manus.
Ha patteggiato un anno e mezzo l'uomo arrestato la notte scorsa per furto. I carabinieri di Bassano Romano lo hanno fermato in via Roma. Aveva appena portato via un televisore da un'abitazione.
(s.m.) - "L'ho amata dal primo giorno, ma era una relazione impossibile". Un giovane uomo parla così della storia naufragata con la madre di suo figlio. La procura lo accusava di maltrattamenti sull'ex compagna, tra il 2007 e il 2008. Il giudice lo ha assolto.
35enne di Tuscania arrestato per maltrattamenti in famiglia per aver aggredito con un coltello la madre e il fratello. Ieri la direttissima al tribunale di Viterbo.
Ancora problemi con la giustizia per Pino Pelosi. Il 54enne condannato per l'omicidio di Pier Paolo Pasolini andrà a giudizio il 18 marzo per tentato furto aggravato.
Si è concluso con quattro condanne su sei il maxi processo per il crac della società Edil Market, gestore dell'acquedotto a Marina Velka. Bancarotta fraudolenta documentale e per distrazione l'accusa per gli imputati, tutti amministratori, soci o dipendenti della Edil Market e delle società collegate.
L'imprenditore di Celleno, arrestato nell'inchiesta sugli appalti truccati, si è visto sequestrare tutti i beni immobili della sua azienda, la Gianfranco Chiavarino Snc. Stavolta, però, gli appalti non c'entrano. Il provvedimento è scattato nell'ambito di un'altra inchiesta, che vede l'imprenditore indagato per omicidio colposo.
Ripetuti palpeggiamenti alle amichette della figlia. Di questo è accusato un professore universitario 52enne, ricercatore d'avanguardia nel settore dell'energia nucleare. L'uomo, abruzzese ma residente in provincia, deve rispondere di violenza sessuale aggravata.
Si è rotto l'osso del collo cadendo dalla sedia a rotelle. E' morto così un anziano paziente di una casa di cura. L'uomo, 90enne e con problemi di deambulazione, era da tempo ricoverato in una clinica del Viterbese.
Ignoti malviventi si sono introdotti la notte scorsa nel locale in via Pacinotti, davanti al palazzo di giustizia viterbese. I ladri sono entrati forzando una porta laterale. Hanno portato via solo gratta e vinci.
Avrebbero diffuso per tutta Orte un volantino contro la giunta Primieri. In cinque, tutti ortani tra i quaranta e i cinquant'anni, sono finiti sotto inchiesta per diffamazione aggravata.
C'è anche un viterbese tra i nove indagati dell'inchiesta sui corsi fantasma. Il fascicolo è stato aperto dalla procura di Civitavecchia.
Lo hanno sorpreso a vendere occhiali da sole finto-griffati alla fiera dell'Annunziata. Il giudice del tribunale di Viterbo Gaetano Mautone lo ha assolto ieri mattina dall'accusa di falso materiale.
E' stata arrestata nel gennaio 2009 per uso di carta di credito rubata. Ora deve risponderne davanti ai giudici del tribunale di Viterbo. Lei, una donna di Marta con precedenti analoghi, è accusata di aver sottratto il portafogli a un 60enne di Gradoli.
I carabinieri guidati dal maresciallo Donato, il 4 dicembre, hanno denunciato G.S., 52enne di Campagnano, titolare di un maneggio, per essersi spacciato per avvocato di fiducia di un imprenditore.
"Difficilmente si dimentica il volto di chi ti punta contro un coltello". A parlare in aula, sul banco dei testimoni, è il 18enne vittima di una rapina a Viterbo, a maggio dell'anno scorso.
Un armadio convertito a serra per coltivare marijuana. Lo hanno scoperto i carabinieri di Montalto di Castro in casa di un giovane vetrallese. Il ragazzo, finito a giudizio con la fidanzata per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, fu fermato dai militari il 25 aprile 2011.
(s.m.) - Restano dove sono gli arrestati di Genio e sregolatezza. Il tribunale del Riesame ha respinto i ricorsi contro l'ordinanza di custodia cautelare del gip di Viterbo. 13 gli indagati in manette o ai domiciliari. Tutti accusati, a vario titolo, di aver pilotato una serie di appalti, presumibilmente spartiti tra un gruppo di imprenditori, con l'aiuto di due funzionari del Genio civile.
"Avevo fame e sono andato a fare la spesa". Si è giustificato così il 40enne di Salerno "pizzicato" dai carabinieri fuori casa. L'uomo non sarebbe potuto uscire: era agli arresti domiciliari e doveva scontare ancora undici mesi.
Era accusato di lesioni aggravate, violenza sessuale, violazione di domicilio e maltrattamenti in famiglia. Ma per il tribunale di Viterbo è innocente. I giudici lo hanno assolto perché il fatto non sussiste.
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