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Tribunale - Processo Mense - Le dichiarazioni degli imputati in aula, dopo il controinterrogatorio della difesa

Rotelli: “Finalmente parliamo noi”

di Stefania Moretti

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L'imputato Mauro Rotelli

L'imputato Mauro Rotelli

Anna Telesco

Anna Telesco

Mario Rossi

Mario Rossi

L'avvocato Roberto Massatani

L'avvocato di Rotelli, Roberto Massatani

L'avvocato di Anna Telesco, Luca Chiodi

L'avvocato di Anna Telesco, Luca Chiodi

L'avvocato di Mario Rossi, Giovanni Labate

L'avvocato di Mario Rossi, Giovanni Labate

“Finalmente, dopo cinque anni, parliamo noi”. Mauro Rotelli freme, fuori dall’aula 4 del Palazzo di giustizia di Viterbo. La terza udienza del processo che lo vede imputato per corruzione e turbativa d’asta non è ancora iniziata, ma lui è già pronto.

Dal 2007 aspetta di dire la sua sull’appalto per le mense scolastiche, che lo ha fatto finire prima in arresto e poi a giudizio. L’occasione è arrivata ieri mattina in aula, quando l’ex assessore ha potuto leggere le sue dichiarazioni spontanee e ribattere a molte delle accuse mosse dalla Procura.

Il pm Franco Pacifici gli contesta di aver concesso l’appalto all’imputata Anna Telesco, amministratore delegato di Euroservice Catering, in cambio di svariati favori. Tra questi, l’organizzazione di banchetti gratuiti per i membri di An e le presunte tangenti chieste ai fornitori dell’Euroservice. Ma Rotelli smentisce. Le “tangenti”, afferma l’imputato, “erano contributi per la costruzione di parchi giochi nelle scuole e i banchetti non erano per An, ma per l’associazione Rabbia e amore. Offerti gratuitamente solo perché si trattava di una onlus che raccoglieva fondi a scopo benefico”.

Gli unici catering “a sfondo politico” sono due: “Uno – ha proseguito Rotelli – per la chiusura della mia campagna elettorale a maggio 2004, costatomi mille euro, pagati in contanti. L’altro, l’unico per An, nel 2005. Anche questo da me pagato in contanti”.

L’udienza di ieri, durata quattro ore, si è aperta di nuovo con l’ex direttrice delle mense Maria Teresa Di Luigi sul banco dei testimoni. Ma stavolta è toccato alla difesa condurre l’interrogatorio della signora, chiamata a raccontare, per la terza volta, la controversa storia dell’appalto all’Euroservice, che ha fatto finire sotto inchiesta, oltre a Rotelli e alla Telesco, anche il dirigente comunale Mario Rossi. Le accuse sono corruzione e turbativa d’asta.

Correva l’anno 2005. La Di Luigi riceve da Rossi l’incarico di predisporre il capitolato d’appalto per il servizio delle mense. Ma per la Procura la gara è pilotata. Anche la Di Luigi lo pensa. Glielo aveva fatto capire lo stesso Rossi, lasciandosi sfuggire un: “Chi vuoi che lo vinca l’appalto? L’Euroservice è l’unica ad avere un centro di cottura a Viterbo”.

La Telesco, però, ribatte. Anche lei, come Rotelli, con dichiarazioni spontanee lette in aula. “Il centro di cottura a Viterbo – ha spiegato l’imputata – non era l’unico requisito richiesto ai partecipanti al bando”. Salta fuori anche un contratto d’affitto novennale, causa di esclusione di una delle potenziali ditte appaltatrici che si appellò persino al Tar, ma perse il ricorso. E l’Euroservice si aggiudicò l’appalto, col suo centro di cottura nuovo di zecca, inaugurato a marzo 2005. Guarda caso, proprio pochi mesi prima del nuovo bando. Strana coincidenza? La Telesco dice di no: “I lavori erano in corso dal 2004. Non furono fatti in fretta e furia in vista della nuova gara, come qualcuno ha insinuato”.

Resta da capire perché fu la Telesco a fornire alla Di Luigi capitolati d’appalto analoghi, di altre città italiane, per redigere la bozza. Questo accadeva diversi mesi prima dell’assegnazione del servizio delle mense all’Euroservice.

Poco si è parlato delle presunte liste con i nomi delle persone che Rotelli voleva far assumere. A tenere banco, oltre ai catering e al centro di cottura, le bollette del gas pagate dal Comune che, per l’accusa, proverebbero il trattamento di favore riservato all’Euroservice. “Ma quelle bollette – parola della Di Luigi – il Comune le ha pagate per errore. E comunque risalgono al biennio 2003-2004”. Quando Rotelli non era ancora assessore.

Finisce, quindi, dopo un racconto durato tre udienze, la maxitestimonianza di Maria Teresa Di Luigi.

Il collegio dei giudici presieduto da Maurizio Pacioni (a latere Eugenio Turco e Francesco Rigato) ha aggiornato la seduta al 17 aprile, per ascoltare altri testimoni dell’accusa.


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18 gennaio, 2012

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