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Operazione Drum - Carabinieri - Ieri gli interrogatori di garanzia a Civitavecchia

Giro di droga milionario, le donne della famiglia Cherubini non rispondono

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– Giro milionario di droga, non parlano le donne della famiglia Cherubini (fotocronaca * gli arrestati nella Tuscia * video *  video2).

La madre Maria Teresa Bartolacci e le due figlie Santina e Simona, arrestate nell’operazione Drum, si sono avvalse della facoltà di non rispondere, ieri mattina, davanti al gip del tribunale di Civitavecchia.

L’interrogatorio di garanzia si è svolto per rogatoria. Significa che madre e figlie non sono comparse davanti al gip Salvatore Fanti, firmatario dell’ordinanza di custodia cautelare di 607 pagine che ha spedito agli arresti sessanta persone. Ad ascoltarle è stato un altro gip. Ma loro non hanno risposto.

“Sarebbe stato inutile – spiega l’avvocato Marco Russo -. L’interrogatorio davanti a un giudice che, non avendo emesso l’ordinanza, non conosce le carte, non serve a nessuno. Eventualmente, ci faremo interrogare in seguito. Sicuramente faremo ricorso al tribunale del Riesame”.

Anche Oliviero Cherubini ha fatto scena muta davanti al gip. L’interrogatorio del 33enne di Marta si è svolto ieri mattina. Come per la madre e le sorelle, è durato giusto il tempo di avvalersi della facoltà di non rispondere. Un modo per prendere tempo ed elaborare una strategia difensiva per controbattere alle miriade di vicende contestate al 33enne, gestore dell’agriturismo di Marta “Il Castellaccio” e di tre forni dislocati in provincia di Viterbo.

Quella di Oliviero Cherubini è una delle posizioni più compromesse, nell’ambito della maxi indagine dei carabinieri di Viterbo. Il suo nome è il più ricorrente tra i 463 capi di imputazione contenuti nell’ordinanza. Una lunghissima serie di episodi di spaccio. Molti dei quali contestati in concorso con i familiari: la madre, il padre – nelle intercettazioni detto “Mozzicone” – e le due sorelle.

Uno smercio di droga a conduzione familiare, secondo gli investigatori, che nei Cherubini vedono il vertice di un’organizzazione che avrebbe potuto contare su una vasta rete di pusher.

Proprio nell’agriturismo, a fine maggio, i carabinieri trovarono un chilo e 200 grami di marijuana, insieme al presunto libro mastro dello spaccio. 

Altro stupefacente, per un totale di circa due chili, è stato sequestrato nell’operazione Drum, la mega retata di martedì. All’alba, oltre a eseguire i sessanta arresti, 400 uomini del comando provinciale di Viterbo hanno perquisito 111 abitazioni e sequestrato altra marijuana, hashish, numerose dosi di cocaina e la nuovissima amnè: marijuana imbevuta di eroina e metadone che può provocare anche perdite di memoria.

 


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29 giugno, 2013

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