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Comune - Per Filippo Rossi è solo uno slogan che va riempito di contenuti - Il presidente del consiglio accusa la giunta Michelini di improvvisazione e annuncia otto mozioni che il suo gruppo presenterà a palazzo dei Priori

“Viterbo non è città d’arte e cultura”

di Giuseppe Ferlicca
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Filippo Rossi contro tutti

Filippo Rossi

Filippo Rossi contro tutti

Filippo Rossi

Piazza Fontana Grande

Piazza Fontana Grande

San Pellegrino in fiorei

San Pellegrino in fiore

La mostra di Sebastiano Del Piombo a Palazzo dei Priori

La pietà di Sebastiano Del Piombo

Viterbo – “Viterbo città d’arte e cultura? Non è così, la città d’arte e cultura ce la dobbiamo inventare. Abbiamo un grande patrimonio culturale mai utilizzato. Servono i contenuti”.

Sono al governo della città con il sindaco Leonardo Michelini, ma quelli di Viva Viterbo non rinunciano a pungolare, criticare l’amministrazione di cui fanno parte a pieno titolo e Filippo Rossi a spingere su quella che è la missione del suo movimento: la cultura.

Viva Viterbo partito di lotta e di governo?
“Dobbiamo essere così, la nostra non è una lotta contro qualcuno, ma per qualcosa. La politica deve farsi carico di decidere, altrimenti Viterbo non cresce. Decisioni strategiche di breve, medio e lungo periodo, altrimenti Viterbo non ce la fa. Per dire queste cose io lotto, sennò non avrebbe senso la mia presenza in questa maggioranza. Non è vero che stiamo lì per un posto. Abbiamo l’obbligo morale e politico di lottare per qualcosa e non contro qualcuno”.

Prossimo campo di confronto – scontro, il consiglio comunale, con otto mozioni per altrettante proposte su ex tribunale, portici di palazzo dei Priori, mostre su Sebastiano del Piombo e conclavi. Perché?
“Perché a differenza di quanto riportato sui cartelli che si leggono in giro, Viterbo non è città d’arte e cultura, dobbiamo inventarcela, sfruttando il grande patrimonio culturale che abbiamo e mai utilizzato”.

Dall’osservatorio per il centro storico l’altro ieri qualche idea è venuta fuori?
“Sono molto soddisfatto per quello che ha detto il sindaco Michelini. Lo ripeterò fino alla noia. La crescita della città passa solo dalla riqualificazione culturale e turistica del centro storico. O facciamo del centro un attrattore turistico che oggi non è, oppure è inutile parlare. Possiamo mettere mille cartelli, predisporre centomila parcheggi, ma se poi la gente non viene, sono soldi buttati”.

Le otto mozioni a pensare male assomigliano ad altrettanti ultimatum.
“Vanno prese come esempi, non è che diciamo o si fa il museo dei conclavi o salta tutto. Lanciamo idee. Se c’è una critica, è per spronare. La battaglia epocale va fatta. Se non si cambia, Viterbo rimarrà una bellissima città vuota e ogni iniziativa di rilancio è destinata a fallire, mancando spirito vitale, quello che vanno cercando i flussi turistici. La gente si muove in cerca d’esperienze e noi gliele dobbiamo dare. Le nostre mozioni sono di stimolo. Le spiegherò io stesso. Vorrei che fossero una battaglia condivisa da tutti, un terreno di confronto”.

Le proposte sono lodevoli, le critiche necessarie?
“Non voglio fare il maestrino, ma noi arriviamo sempre troppo tardi. Un esempio: tra venti giorni parte San Pellegrino in Fiore. Ci sono cartelli della manifestazione a Roma? No. Allora mi domando, per chi lo facciamo? Per noi? Va bene, ma sarebbe giusto comunicarlo fuori, almeno nella capitale, per far venire la gente in città. Altrimenti come si fa a saperlo?”.

Servono fondi. I soldi sono l’anima della pubblicità. Ma ci sono?
“Non mi si dica che mancano i soldi, altrimenti divento – tra virgolette – cattivo e allora mi viene da fare l’elenco delle cose inutili per le quali i fondi ci sono, non da oggi. Da anni”.

San Pellegrino in Fiore non adeguatamente pubblicizzato: niente di nuovo sotto il sole, è già successo per la mostra su Sebastiano del Piombo…
“Bisognava trovare i soldi per comunicare l’iniziativa. Capisco le critiche, ma l’esposizione è stata comunque giusto farla. Abbiamo messo in evidenza il grande patrimonio artistico, ma anche economico che abbiamo e che va messo a frutto. Il sindaco Michelini ha spiegato che intende allestire una mostra permanente su Del Piombo, magari con un percorso multimediale di tutte le sue opere. Questo è un progetto in grado d’attrarre curiosi e turisti”.

Ma si ritorna al punto di partenza. Grandi progetti richiedono grandi disponibilità economiche?
“L’ho detto anche alla convention di Viva Viterbo. I 300mila euro che siamo riusciti a trovare per la Tarsu, stanno a significare che sul bilancio possibilità di manovra esistono. Se mi si vuole spiegare il contrario, allora mi scaglio contro le spese a pioggia per microiniziative che conosciamo a malapena noi stessi”.

Bisognerebbe guardare più in là. Anzi, più su.
“Qualcuno per questa idea mi prende in giro, ma proviamo a immaginare di riaprire la torre civica a piazza del Plebiscito. Certo, non in due mesi. Quanti vorrebbero salire pagando anche un biglietto? Io ci andrei e mio figlio ci andrebbe, pure lui pagando. Anche se fossero solo tutti i viterbesi per una volta a salire, comunque creerebbero movimento. E quando stai in centro, al bar ci vai. Mi tengo coi ragionamenti, terra terra, ma è così. Poi si muoverebbero dalla provincia, quindi i turisti. Sono convinto che sarebbe una grande attrattiva. Non mi sto inventando niente. A Praga già si sale sulla torre dell’orologio. Così come quando dico, Viterbo città dei Papi, non dico niente di nuovo. Non m’interessa l’originalità, asserisco che bisogna fare”.

A salire verso l’alto ci penseranno gli ascensori da valle Faul. Cosa ne pensa?
“Sono felice per la loro realizzazione. Ma rimanendo sempre a Praga, al castello ci arrivi a piedi. Viterbo non è Praga, ma noi stiamo vicino Roma e abbiamo i papi. Loro no”.

Nel frattempo sono state liberate le piazze monumentali dalle auto. Non le sembra una cosa che va nella direzione giusta?
“Non se la prenda l’assessore Ricci e nemmeno il direttore Galeotti. Liberare le piazze dalle auto serve ed è giusto. Lo sottolineo due volte. Ma non è che qualcuno si alza la mattina e viene a Viterbo per vedere Fontana Grande vuota. La battaglia è giustissima, ma non crea economia per la città. E’ una cosa giusta. Noi però dobbiamo fare cose giuste, ma anche quelle utili. Veicolare la città con una mostra permanente su Del Piombo porta crescita, ad esempio, se ben comunicata intercetta flussi turistici”.

L’estate è alle porte. Che segnale di cambiamento deve dare l’amministrazione?
“Investire su quello che c’è. San Pellegrino in Fiore è una grande tradizione da rilanciare se fatta bene, così come spero. Se comunicata anche solo a Roma, può dare slancio. Cambiare tutto e subito è difficile, anche se va ammesso che finora è stato fatto poco. Non siamo riusciti a programmare. Dobbiamo metterci attorno a un tavolo e farlo. La politica deve avere idee e non aspettare che sia la società civile a tirarle fuori, perché la politica è parte integrante della società. Ragioniamo insieme, politica con maggioranza e opposizione, società civile, dire cosa s’intende fare e l’obiettivo anche economico da raggiungere”.

Il vice sindaco Luisa Ciambella spera entro l’anno di liberare i portici sotto palazzo dei Priori. Intanto c’è la delibera di giunta.
“Sono molto soddisfatto per l’adozione della delibera, è un primo importante passo. Come scadenza, fine anno va bene va bene. Ripeto, non voglio fare il maestrino. Viva Viterbo è a disposizione per esortare tutti a fare cose, perché se non le facciamo, la città non cambierà. Piazza del comune va riqualificata? Bene. Facciamolo.Sennò hai voglia a dire che siamo città d’arte e cultura”.

Giuseppe Ferlicca


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13 aprile, 2014

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