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Piattaforma Altolazio 2.0 - Interviene l'imprenditore e presidente della Cassa edile

Facciamo di Viterbo un’area business friendly…

di Andrea Belli

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Andrea Belli

Andrea Belli 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ho letto con interesse tutti gli articoli sulla Piattaforma Altolazio 2.0 e sono rimasto colpito da molti, l’esempio della zuppa inglese di Carlo Galeotti con i vari strati, il racconto e la narrazione mancanti di Antonello Ricci, la ricerca l’innovazione e le sinergie pubblico privato del magnifico rettore Alessandro Ruggieri.

A quanto detto risulta difficile aggiungere qualcosa senza rischiare di essere ripetitivi o retorici. L’unico contributo che posso dare, anche a costo di sembrare cinico e materialista, è che la realizzazione delle cose sopraccitate necessità nella maggior parte dei casi di soldi.

Soldi servono per fare marketing territoriale, soldi servono per ristrutturare e valorizzare le bellezze del nostro territorio, soldi servono per promuovere il nostro agroalimentare e soldi servono per realizzare eventi culturali di livello.

Dando per scontata la mancanza di fondi da parte del pubblico – anche se questa non sarebbe spesa improduttiva ma produttiva, ma questa è un’altra storia -, rimane da puntare sul privato e qui si aprono scenari più ampi, c’è da dire che l’associazionismo e le imprese private in questi anni molto hanno fatto per promuovere importanti manifestazioni ed iniziative che hanno avuto risonanza nazionale, Caffeina ne è un esempio, ma l’imprenditoria locale alle prese con una crisi feroce non può da sola sostenere un azione di sviluppo che richiede ingenti risorse, tra l’altro in un momento cui le banche continuano nella folle stretta al credito.

E allora cosa si può fare?

A mio avviso prima di far arrivare frotte di turisti dobbiamo convincere i capitali a venire da noi e dietro i capitali ci sono persone che scelgono in base alla convenienza e al ritorno economico dove investire.

Questa convenienza è data soprattutto dalla possibilità di avere una burocrazia snella, che invece di complicare semplifichi la vita all’imprenditore e forse si potrebbe partire da qui mettendo in rete associazioni e amministrazioni per trovare il modo di fare di Viterbo una zona business friendly dove per ottenere un permesso basta andare in un ufficio consegnare il tutto aspettare massimo 30 giorni ed avere una risposta. Difficile da fare? Non lo so, ma proviamoci…

Proviamo ad utilizzare uno strumento come il project financing che permette una rapporto stretto tra pubblico e privato.

Anche noi imprenditori dobbiamo superare la ritrosia a fare partnership e cercare di aggregarci. E non aver timore se altri imprenditori vengono a investire da fuori. Naturalmente parlo di capitali e di investitori seri che vengano sì per guadagnare, ma soprattutto per valorizzare il territorio e non per spolparlo come troppe volte è successo in passato.

Semplificare la vita a chi vuole investire significa anche usare i bit, le reti e quant’altro per rendere più semplice creare quelle imprese che lavorino per far venire voglia alle persone di venire ad assaggiare quegli strati di torta che noi viterbesi fortunatamente possiamo ammirare e assaggiare tutti i giorni.

Andrea Belli
Imprenditore
Presidente Cassa Edile


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9 agosto, 2014

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