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Viterbo - Crisi in comune - FdI, FI e Fondazione all'attacco dopo il ritiro delle deleghe alla giunta - 500 giorni di niente al governo della città

“Michelini peggior sindaco degli ultimi 40 anni”

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Buzzi e Ubertini

Buzzi e Ubertini

Marini, Sberna, Santucci, Buzzi, Ubertini, Grancini

Marini, Sberna, Santucci, Buzzi, Ubertini, Grancini

Marini e Sberna

Marini e Sberna

Gianmaria Santucci

Gianmaria Santucci

Ubertini e Grancini

Ubertini e Grancini

Marini, Sberna, Santucci, Buzzi, Ubertini, Grancini

Marini, Sberna, Santucci, Buzzi, Ubertini, Grancini

Marini, Sberna Santucci e Buzzi

Marini, Sberna Santucci e Buzzi

Viterbo – (g.f.) – Il sindaco di Viterbo sospende i suoi assessori e l’opposizione a palazzo dei Priori boccia Michelini.

Dopo la formalizzazione last minute in consiglio comunale della crisi, la minoranza si riunisce di sabato mattina per dire al centrosinistra che la festa è finita.

La città cade a pezzi e la maggioranza fa finta di nulla, chiusa nel palazzo. Teoria dimostrata con i numeri da Gianluca Grancini (FdI): “Sono passati 500 giorni di niente – osserva Grancini – trascorsi a parlare del nulla, mentre progetti come le terme Inps sono lettera morta”.

Il primo a essere chiamato in causa è il sindaco. “Michelini – dice Gianmaria Santucci (Fondazione) – o si mette a fare il sindaco tutti i giorni dalle 8.30, riceve la gente, gli assessori portano avanti le pratiche, lavorano, o non campano più. Da lunedì il nostro atteggiamento cambia, la vita per loro sarà più complicata”.

Santucci ha una curiosità: “Questo mese dal comune io ho preso 300 euro di rimborso – continua Santucci – ci dicesse lui quanto ha preso e cosa ha fatto, cosa fa tutto il giorno.

Lo hanno votato, ne abbiamo preso atto. Il sindaco è lui. Adesso è tempo che pure Michelini ne prenda atto. Se non è convinto, se lo faccia dire dai suoi in famiglia, se lo faccia dire da Fioroni. E’ il sindaco”.

A più riprese il centrosinistra ha sostenuto che è la macchina amministrativa a creare difficoltà. “Ripeto – insiste Santucci – io vorrei sapere cosa fa il sindaco tutto il giorno.

Vado spesso in comune. I dirigenti e i dipendenti li ho sempre trovati. Vorrei trovarci anche il sindaco.

Tutte le colpe, scopriamo che sono dei dipendenti che hanno uno stipendio da 1.300 euro. Dipende da loro o dal manico che non funziona?”.

Se la città cade a pezzi, non tutta la colpa può essere addebitata al centrosinistra. “Non dico – osserva Santucci – che tutto dipenda da loro, ma in un anno e mezzo, cos’è stato fatto? Niente. Michelini sarà ricordato come il peggior sindaco degli ultimi quarant’anni.

Non ha interesse a fare il primo cittadino”.

Maliziosamente s’inserisce Luigi Maria Buzzi (FdI): “Ha delegato qualcun altro a essere sindaco”. Sul serio? E chi? “Lo diciamo da sempre – continua Buzzi – Fioroni”. Chissà se l’ex ministro Pd avrebbe informato il consiglio comunale in modo così irrituale, del ritiro delle deleghe alla giunta.

Giulio Marini per far capire bene il concetto che vuole esprimere, si porta megafono e musica di sottofondo. Le note sono di Franco Battiato, Bandiera bianca.

“Michelini ci ha spiegato del ritiro deleghe – spiega Marini (FI) – quando avevamo il cappotto in mano, all’ultimo minuto e senza possibilità di replica o di chiedere informazioni. Il consiglio comunale rappresenta la città, è un organo ufficiale”.

Claudio Ubertini (FI) si domanda da lunedì cosa succederà, con gli assessori messi da una parte. “Ci sono commissioni e consigli convocati – precisa Ubertini – verrà sempre il sindaco? Non vorrei che questa fosse solo una manovra per distogliere l’attenzione dai due consiglieri di maggioranza chiamati a pagare dalla Corte dei conti”.

Lo stop imposto dal ritiro delle deleghe, per il centrodestra è l’occasione di tirare le somme di quanto fatto dall’amministrazione Michelini finora. Poco o niente, a sentire l’opposizione.

“La macchina amministrativa è ferma – precisa Ubertini – sull’appalto della pubblica illuminazione nessuno risponde, i rifiuti vediamo tutti quale sia la situazione, il cimitero di Grotte, giusto per fare qualche esempio. E adesso il sindaco avoca a sé le deleghe.

Questa è la parte che ci preoccupa di più, si prende carico di settori che ha dimostrato di non saper gestire”.

Per Buzzi (FdI), la maggioranza non ha preso coscienza del proprio ruolo. “E nemmeno di quello che gli è stato lasciato – osserva Buzzi – con il primo cittadino che non prende in mano la situazione, ma ci si limita a cambiare le deleghe”.

Difficoltà che per Santucci nascono da una maggioranza composita. E litigiosa. “Hanno cominciato la legislatura – spiega Santucci – sollevando il problema d’incompatibilità per Serra, Quintarelli e Frittelli del Pd.

Dal primo giorno è stata una guerra interna e dopo un anno e mezzo, l’altro ieri in consiglio due di maggioranza sono quasi arrivati alle mani. Questo è il clima. Mentre non si sa nulla di provvedimenti annunciati come la riorganizzazione dei trasporti o la farmacia da vendere”.

E’ stato un lungo anno e mezzo. “Ho dato la mia disponibilità – incalza Marini – ho sopportato di tutto, ma di fronte al fatto che si chiedono i soldi a due consiglieri per effetto della Corte dei conti e poi si nomina presidente del nucleo di valutazione interna una persona che ha subito la stessa condanna o non si fa azione di responsabilità verso Tusciaexpo, è ora di dire basta.

Non ci dicano che non siamo stati disponibili. Se non fossimo stati noi a suonare la sveglia, il milione di euro per il recupero di Sallupara era bello che andato. Perché qui conta il bene della città.

Invece si sono giocati i soldi dei ribassi d’asta per il Plus. Potranno finanziarci solo il terzo lotto dei lavori al teatro Unione, mentre avrebbero potuto esserci fondi anche per il parcheggio fuori valle Faul.

Che dire del tanto declamato rilancio di Ferento? Chi ne parla più?”.

E i viterbesi si lamentano: “La gente in giro – spiega Antonella Sberna (FI) – dice ridateci Marini”. Troppo tardi, come precisa il diretto interessato. Non ci sarà in futuro una sua candidatura a sindaco.

“Hanno perso la cognizione della città – insiste Sberna – persi nelle loro beghe di partito non si rendono conto di quello che sta accadendo”.

Per Galati (FI) Michelini il più delle volte cade dalle nuvole quando ci sono le interrogazioni, a cominciare da quella sull’operatore per la sicurezza, affidamento da 24mila euro.

Marini riprende in mano il megafono e intona Bandiera bianca. Michelini che fa, si arrende?


Articoli: Deleghe ritirate per le eccessive pressioni dei partiti… – L’opposizione: “La maggioranza è implosa” – Michelini: “Entro mercoledì riassegno le deleghe” – Michelini azzera la giunta

 


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29 novembre, 2014

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