Sutri – Lucido e socialmente pericoloso.
E’ il ritratto di Agaj Asilan secondo lo psichiatra dell’omicida di Sutri, il 54enne albanese che, l’anno scorso, ha massacrato la compagna a coltellate.
Brunilda Hoxha, trentun anni, lo ospitava da poche settimane e a qualcuno aveva anche confidato l’entusiasmo per quella storia appena nata. Ma finì in tragedia: l’11 novembre 2014, Asilan la colpì più volte con un coltello da cucina, tra il ventre e la gola. Poi cercò di tagliarsi le vene e, infine, bevve una dose massiccia di candeggina che lo fece arrivare in fin di vita al Gemelli di Roma, ma si riprese.
Ora risponde di omicidio volontario. E nell’ambito dell’incidente probatorio disposto dal tribunale di Viterbo, è stata eseguita una perizia psichiatrica con esiti discordanti. Per il perito del tribunale Giovan Battista Traverso (lo psichiatra di Cogne), Asilan era non solo capace di intendere e di volere, ma anche socialmente pericoloso, ieri come oggi.
Il dottor Perugi, consulente dell’avvocato difensore Elisabetta Centogambe, approda a conclusioni diverse: Asilan è affetto da una patologia psichiatrica che ha fortemente limitato la sua lucidità al momento dei fatti. Sin da subito, ha sofferto terribilmente: oltre a tentare il suicidio, ha perso venticinque chili, motivo per il quale è stato ricoverato per mesi nel reparto di medicina protetta per detenuti dell’ospedale Belcolle.
Su di lui pende un precedente vecchio, ma analogo: nel 2001 uccise la moglie a picconate in un raptus di gelosia. Anche in quell’occasione, si consegnò spontaneamente ai carabinieri. Per quel delitto, dopo un matrimonio durato vent’anni e finito in un lago di sangue, aveva scontato nove anni di carcere. Libero da poco, aveva conosciuto Brunilda, che lo aveva ospitato volentieri nella sua casetta in pieno centro, via Paladino Orlando 16, messa a disposizione dal comune per quella mamma che faticava a vivere in periferia, dove si era sistemata inizialmente, senza macchina e con due figli piccoli.
Gli atti, adesso, tornano al pm Chiara Capezzuto. L’epilogo più probabile è una richiesta di giudizio immediato: il processo subito, senza udienza preliminare, per accorciare i tempi, nel caso in cui l’indagato sia agli arresti o ci siano solidi elementi di colpevolezza. Proprio il caso di Asilan.
Stefania Moretti
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