Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--

--

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tragedia nel lago di Bolsena - Questa mattina la probabile consegna dell'informativa in procura dopo gli accertamenti degli agenti sugli account Facebook che hanno pubblicato commenti violenti, razzisti e xenofobi

Commenti razzisti, indagini della Digos

Morientes Diomande - Nei riquadri: I commenti su Facebook alla notizia della morte del 20enne

Morientes Diomande – Nei riquadri: I commenti su Facebook alla notizia della morte del 20enne

La questura di Viterbo

La questura di Viterbo

Viterbo – Commenti razzisti, indagini della Digos.

Indagini lampo quelle dei poliziotti della Divisione investigazioni generali e operazioni speciali della questura di Viterbo, sui messaggi xenofobi e razzisti apparsi sulla pagina Facebook di Tusciaweb. Commenti di account che hanno esultato per la morte di Morientes Diomande, il richiedente asilo annegato il 31 luglio nelle acque del lago di Bolsena. A soli vent’anni.

Le indagini della Digos sono scattate giovedì, dopo l’articolo-denuncia di Tusciaweb. E sarebbero già state chiuse. Questa mattina i poliziotti dovrebbero consegnare un’informativa di reato in procura. Tra le attività degli agenti, l’individuazione delle persone che hanno utilizzato quegli account per scrivere messaggi del tipo: “Un parassita in meno”, o “A casa sua era ancora vivo”. Oppure, “Che figata, facciamo una colonia e portiamoli tutti al lago”.

Messaggi pubblici, scritti sulla pagina Facebook di Tusciaweb, contro Morientes Diomande, sbarcato in Italia l’inverno scorso. Veniva dalla Costa d’Avorio, e aveva trovato casa Montefiascone, ospite dell’ex albergo Dante. Sopravvissuto alla traversata del Mediterraneo, il lago gli è stato fatale.

Commenti violenti, xenofobi e razzisti. Messaggi agghiaccianti, che fanno rabbrividire e che, per fortuna, hanno indignato molti. Sull’episodio è intervenuto anche il vescovo di Viterbo, Lino Fumagalli. “Sicuramente vanno individuati e puniti gli autori di così blasfeme affermazioni, ma questo non basta – scrive il vescovo Fumagalli in una lettera a Tusciaweb -. E’ necessaria la formazione di una cultura e di un modo stabile di giudicare e valutare eventi e situazioni che esprimano il rispetto dell’altro, il rispetto della dignità di ogni persona, il considerare l’altro come un valore e come un dono per me”.

Il vescovo Fumagalli, si augura “che simili commenti non si verifichino mai più, che chi li ha scritti abbia un rigurgito di dignità e chieda scusa”.


Il post di Tusciaweb su Facebook sul ragazzo morto nel lago

7 agosto, 2017

Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564