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Tribunale - Roma - 32enne di San Martino al Cimino testimone al processo per la morte del geometra - La sorella Ilaria: "Stanno emergendo verità importantissime"

Ex moglie di un carabiniere: “Mi diceva che a Cucchi gliene avevano date tante…”

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Stefano Cucchi

Stefano Cucchi

Roma - Il processo bis per la morte di Stefano Cucchi - La testimone Anna Carino

Roma – Il processo bis per la morte di Stefano Cucchi – La testimone Anna Carino

Roma - Il processo bis per la morte di Stefano Cucchi

Roma – Il processo bis per la morte di Stefano Cucchi

Processo bis per la morte di Stefano Cucchi - Vincenzo Capozza, presidente prima corte d'appello del tribunale di Roma

Processo bis per la morte di Stefano Cucchi – Vincenzo Capozza, presidente prima corte d’assise del tribunale di Roma

San Martino al Cimino – Ieri Anna Carino ha trascorso la mattinata in tribunale. Ha 32 anni, vive a San Martino al Cimino ed è l’ex moglie di Raffaele D’Alessandro, uno dei carabinieri che arrestò Stefano Cucchi e che ora è a processo per la sua morte. “Un omicidio preterintenzionale”, secondo il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone e il sostituto Giovanni Musarò, titolari dell’inchiesta bis sul decesso del geometra 31enne.

Ascoltata come testimone e parlando dell’ex marito, Carino ha dichiarato ai giudici della prima corte d’assise del tribunale di Roma: “C’eravamo già trasferiti a San Martino al Cimino, e mi disse che la notte dell’arresto Cucchi era stato pestato. Aggiungendo: ‘C’ero pure io, e quante gliene abbiamo date…’. Mi raccontò, quasi divertito, di un calcio che fece cadere Cucchi. Per lui, era ‘solo un drogato di merda’“.

Queste parole Carino le aveva già ripetute anni fa al Tg3. “Ho dovuto spiegare ai mei figli – aveva raccontato allora – che purtroppo il padre ha fatto qualcosa di sbagliato, e che adesso dovrà pagarne le conseguenze. Ho deciso di parlare perché è giusto che alla famiglia di Stefano venga data giustizia. Ho voluto incontrare Ilaria (la sorella di Cucchi, ndr) per chiederle scusa, per farle capire che mi dispiace, che avrei dovuto parlare prima. Non l’ho fatto perché avevo paura. Ho tre bambini, non è facile. Ilaria mi ha detto solo ‘Grazie, immagino quanto possa essere stato difficile'”.

Già allora Carino si diceva “pronta a testimoniare. Pronta a dire quello che lui (l’ex marito carabiniere, ndr) mi ha raccontato. Che loro, quella sera, gliene hanno date tante. Questo è il termine che usava. Purtroppo era spavaldo nel raccontarlo, lo raccontava quasi vantandosene. Forse si sentiva intoccabile e ha voluto raccontare quella vicenda così, divertito. Qualsiasi cosa abbia potuto fare questo ragazzo (Cucchi, ndr), massacrarlo di botte non credo sia giustificabile”.

Terminata l’udienza, sul proprio profilo Facebook, Carino ha scritto: “La verità. Quello che cerco di insegnare ai miei figli, è dire sempre la verità. Nel bene e nel male”. Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano, sempre sul social network ha invece sottolineato: “In questo processo stanno emergendo verità importantissime”.

Stefano Cucchi è morto sette giorni dopo il suo arresto. Il 22 ottobre 2009, in un reparto protetto dell’ospedale Pertini di Roma.

13 giugno, 2018

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