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Tribunale - Viterbo - Troppi tre anni e dieci mesi - Il giudice se ne accorge e corregge la pena a due anni, sei mesi e dieci giorni di reclusione

Picchia poliziotti alla stazione di porta Fiorentina, corretta al ribasso la condanna

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L'avvocato Stefania Sensini

L’avvocatessa Stefania Sensini

Viterbo – (sil.co.) – Picchia quattro poliziotti alla stazione di Porta Fiorentina, corretta al ribasso la condanna. Non più tre anni e dieci mesi di reclusione, bensì due anni, sei mesi e dieci giorni. Lo ha fatto il giudice, di propria iniziativa, accorgendosi che c’era un errore nel conteggio della pena.

Protagonista il senzatetto 25enne del Mali che ha tentato di scappare dall’Italia in aereo da Fiumicino e fino a Natale dormiva alla stazione di Viterbo.

Una decisione a sorpresa quella presa dal giudice Roberto Colonello che dopo avere condannato a tre anni e dieci mesi per lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale Habdullahi Dabo, che la mattina del 23 dicembre ha aggredito due agenti della questura e due della Polfer che volevano identificarlo, si è reso conto che i conti non tornavano. 

Lo stesso giudice, com’è nelle sue competenze, ha quindi ricalcolato la pena e fatto un provvedimento fuori udienza, informando la difesa che la pena giusta, ridotta di un terzo in seguito al processo celebrato col rito abbreviato, è di due anni, sei mesi e dieci giorni di reclusione. 

L’avvocato Stefania Sensini, che contestualmente ha ricevuto dal tribunale di Viterbo le motivazioni della sentenza, conferma, dopo averle lette, di essere pronta a ricorrere in appello. “Sono convinta che in secondo grado sarà possibile ottenere una riforma della sentenza. Resto dell’idea che il giovane dovesse essere sottoposto a una perizia psichiatrica. Adesso non resta che aspettare la fissazione dell’udienza davanti alla corte d’appello di Roma”, spiega la legale, che ha preso a cuore il caso del giovane africano, giunto in Italia, a Napoli, come richiedente asilo politico e po deciso a fare rientro nel suo paese d’origine. 

Prima di arrivare a Viterbo, l’anno scorso, si era già fatto fermare per avere saltato le barriere di sicurezza dell’aeroporto internazionale di Roma-Fiumicino, tentando di mischiarsi alla folla dei passeggeri in partenza. Immediatamente bloccato dagli addetti alla sorveglianza dello scalo, disse che voleva imbarcarsi su un volo diretto in Francia perché in Italia non voleva più stare.

il giorno dell’arresto fu trovato magro, debilitato, sporco. Senza scarpe, solo con un paio di calze sudicie ai piedi. Con le unghie delle mani lunghissime, non tagliate da mesi.

Quando è stato arrestato, da un paio di mesi avrebbe dormito fino alle undici di sera nella sala d’attesa della stazione di Porta Fiorentina. Fino all’arrivo dell’ultimo treno da Roma. Dopo di che, chiusa la stazione, il giovane si sarebbe trasferito al riparo della stradina tra i palazzi che da viale Trento porta al piazzale della sala bingo di via Garbini, dove di notte si rifugiano i senza tetto. Per poi tornare all’alba a cercare il caldo alla stazione, alla riapertura della sala d’attesa.

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20 marzo, 2019

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