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Tribunale - Nuovo processo al via per Vincenzo Lapaglia Casciana - E' il 54enne che tra il 2014 e il 2016 minacciava la vittima: "Ti faccio fare la stessa fine"

Picchia la compagna incinta vantandosi di avere già ucciso, condannato la aggredisce ancora…

di Silvana Cortignani

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Vincenzo Lapaglia Casciana

Vincenzo Lapaglia Casciana

I coltelli sequestrati dalla squadra mobile I coltelli sequestrati dalla squadra mobile

I coltelli sequestrati dalla squadra mobile

I coltelli sequestrati dalla squadra mobile

I coltelli sequestrati dalla squadra mobile

Canino – “Ti odio, mi fai schifo, puttana”. Con queste parole un artigiano 54enne d’origine siciliana domiciliato a Canino ha insultato la ex che non l’aveva fatto entrare in casa, dove lo scorso 5 dicembre si è introdotto con la forza, prendendo la donna, una 37enne, per il collo, sbattendola su una credenza e scaraventandola per terra.

Cinque anni fa l’aveva picchiata mentre era incinta davanti alla figlioletta di 8 anni costretta a rifugiarsi sotto il letto per la paura. E le aveva puntato coltelli alla gola minacciandola di farle fare la fine di uno che aveva ammazzato tanti anni fa in Sicilia. Nonostante la condanna, lei lo aveva perdonato. 

 Lui è Vincenzo Lapaglia Casciana, arrestato il 3 maggio 2016, per maltrattamenti in famiglia dopo la denuncia della compagna, di nuovo vittima, sei mesi fa, della sua furia.

La donna, assistita dagli avvocati Angela Ricci e Samuele De Santis, tre anni fa fu portata in salvo coi figli (un bimbo di un anno e una femmina di 8 anni) in un luogo sicuro dalla polizia.

Un tipo pericoloso Lapaglia Casciana. Nel 1992, quando aveva 27 anni, uccise un coetaneo, scontando 12 anni per omicidio volontario in varie carceri e in affidamento ai servizi sociali. “Ammazzo anche te”, era una delle minacce ricorrenti, mentre picchiava la donna, vantandosi dei suoi trascorsi di assassino. 

In seguito all’arresto del 2016, il 54enne, il 2 dicembre 2016, è stato condannato con lo sconto di un terzo della pena dell’abbreviato a 2 anni e due mesi di carcere e a al pagamento di una provvisionale di 50mila euro per maltrattamenti in famiglia aggravati dalla presenza di minori. Condanna non ancora definitiva, contro la quale ha presentato appello.

Durante il processo si scoprì che la 37enne lo aveva perdonato, quando la difesa produsse le lettere dal carcere scambiate dalla coppia, in cui vittima e aguzzino, come se niente fosse, si giuravano eterno amore, senza mai fare riferimento a quanto era successo. 

Lo scorso 5 dicembre, il 54enne ha nuovamente aggredito in maniera brutale la 37enne, diventata nel frattempo ex, che era sdraiata inerme sul pavimento quando l’uomo le avrebbe messo un ginocchio sopra la testa per immobilizzarla, urlandole: “Ti odio, mi fai schifo, puttana”. Non contento, sempre lo stesso giorno, in preda a una furia cieca, avrebbe rubato le chiavi della macchina della ex convivente, puntandole alla gola un oggetto appuntito, che non è stato identificato, e minacciandola di morte.

Dopo la convalida dell’arresto è stato colpito da divieto di avvicinamento a una distanza inferiore ai cento metri dalla donna.

Per l’uomo comincerà domani, 6 giugno, davanti al giudice Giacomo Autizi, il nuovo processo, senza udienza preliminare, col giudizio immediato, come chiesto dalla pm Chiara Capezzuto, a fronte dell’evidenza delle prove. 

Silvana Cortignani


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5 giugno, 2019

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