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Viterbo - Disagio, sconforto e delusione dei commercianti della Quercia dopo la frana e la chiusura di strada Acquabianca - Precipitati i fatturati e la gente si chiede come mai nessuno pensa alla situazione che stanno vivendo - FOTO E VIDEO

“La gente è costretta a fare altre strade e gli incassi sono crollati”

di Daniele Camilli

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Viterbo – “Gli incassi sono crollati. Per una situazione che certo non è  normale”. Vox populi. E, infatti, normale non lo è affatto. Ed è quello che ripetono tutti i commercianti della Quercia, frazione di Viterbo. Dopo il crollo del costone tufaceo all’Acquabianca. La strada provinciale che collega la frazione di Paparano, comune di Vitorchiano, alla Quercia. Strada interrotta per la caduta di massi e roccia durante il nubifragio del 2 ottobre. Venti giorni fa. Dal chilometro 800 al chilometro 1+700. Prima, chi abitava a Bagnaia e Vitorchiano, soprattutto da Paparano, frazione di quest’ultimo comune, passava da qui.

Adesso, in questi giorni, non lo fa più. Preferisce prendere la superstrada. La trasversale che collega Orte con Civitavecchia. Per una questione di tempo e convenienza. Ma questo, per chi lavora alla Quercia, per l’esattezza i commercianti, significa calo della clientela. E di conseguenza dei fatturati.


Viterbo - La Quercia

Viterbo – La Quercia


“A me, quello che sta succedendo, non sembra una cosa normale – dice subito Daniela Grancani del negozio Biscetti -. Per pulire la strada ci vuole un attimo. Il disagio c’è e si vede e si sente. E poi, ci dispiace non essere più il punto di riferimento dei bambini che vanno a scuola la mattina, augurandogli il buongiorno. Ci dispiace non essere più il punto di riferimento delle mamme che uscendo dal lavoro sanno che noi siamo ancora aperti per loro, per dargli un servizio. Gli incassi sono calati. Speriamo che questo disagio duri poco”.


Viterbo - I commercianti della Quercia

Viterbo – I commercianti della Quercia


I commercianti di viale Trieste alla Quercia sono tutti gentili, disponibili, affabili. Tutti, però, incazzati per quello che sta succedendo dopo il crollo all’Acquabianca. Un disagio che non si spiegano. Perché non riescono a capire le lungaggini che lo stanno accompagnando. La strada è chiusa da 20 giorni, e i guadagni pare siano precipitati. Del 20-30%. Soldi su cui si conta per arrivare a fine mese, sbarcare il lunario, mantenere la famiglia, mandare i figli a scuola e permettersi, magari, un fine settimana o qualche giorno di riposo.


Viterbo - La signora Giovanna

Viterbo – La signora Giovanna


“Non riesco a capire perché non la mettono a posto – sottolinea Giovanna del negozio di frutta e verdura -. Le persone sono costrette a fare il giro da Bagnaia. Quanti giorni sono? 15 giorni? In due settimane si mette a posto una strada. E’ un macello. Scendo alla mattina alle 6 e mezza e vado a casa la sera alle 8 e mezza. I clienti si sono lamentati, perché non possono venire a fare la spesa. Devono fare il giro e vanno ai supermercati. E gli incassi sono di conseguenza crollati. Il comune dove sta? Il sindaco dove sta? Perché non si preoccupa. Le ditte per liberare la strada ci sono. Ed è venuto giù tutto perché hanno scavato tutto. Le piante non ci sono più. Non c’è più niente. Perché non fanno le manutenzione? Perché non si controlla? Adesso basta pagare solo le tasse. Basta con questa situazione”.

Parole sante. I clienti non passano più per la Quercia. Soprattutto quelli che vengono da Bagnaia e Vitorchiano. Come detto.


Viterbo - Mihaela Palea

Viterbo – Mihaela Palea


“Devo fare quattro, cinque chilometri in più – spiega Mihaela Palea, dipendente del bar Evolution Caffè -. E sono tanti chilometri alla fine del mese. I clienti fanno altri giri. E il calo della clientela ovviamente c’è stato. Le persone passano da un’altra parte”.


Viterbo - Luca D'Agostini

Viterbo – Luca D’Agostini


La Quercia è un posto stupendo. Un altro centro storico che, per bellezza e presenze, può fare benissimo concorrenza a quello di Viterbo. Non solo, ma qui c’è vita. Persone che si alzano di buon ora e aprono il negozio, chiacchierano con chi viene a comprare. Chi arriva per acquistare, non è soltanto un numero, ma un essere umano. Innanzitutto. Con cui prendere confidenza e scambiare due parole. Fa piacere passare da queste parti. Mette pure di buon umore. Fa stare meglio. Si vede proprio che è brava gente. Al punto che sul volto si legge non solo disagio, ma stupore. Per una strada che non si riesce ad aprire e per le informazioni, in vista del futuro della stessa, che mancano. E sembra quasi che nessuno voglia prendersi cura di questo posto dove s’affaccia la splendida basilica di Santa Maria della Quercia, uno dei santuari più belli in assoluto, e altri spazi, scorci di meraviglia dove poter passare il tempo libero, per poi far spesa nei negozi di viale Trieste, una delle vie più significative del viterbese. Per le ville liberty che la costeggiano. Capolavori dell’architettura del novecento. 


Viterbo - I commercianti della Quercia

Viterbo – I commercianti della Quercia


“Da quanto c’è stata la frana – racconta Luca D’Agostini di Pizza da Luca – abbiamo visto una diminuzione del passaggio e di incassi. La gente è costretta a fare un altro percorso. E non ci sono notizie sulla riapertura. Nessuno ci ha detto niente. Il calo riguarda tutti i commercianti, ci siamo confrontati un po’ tutti. La gente passa per la superstrada. Perché per le persone, per come sono messe le cose, è più comodo”.

Daniele Camilli


 Multimedia – Fotogallery: I commercianti della Quercia – Video: La crisi dopo il crollo all’Acquabianca


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22 ottobre, 2019

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