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Ronciglione - E' la zona militare del lago di Vico, un magazzino batteriologico, chimico e nucleare bonificato qualche anno fa - Una situazione allarmante - A documentarla un fotografo di 21 anni, Federico Manfredi - FOTO

Chemical city: edifici fatiscenti, immondizia, recinzione colabrodo e… un barile da cui esce roba nera

di Daniele Camilli

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Ronciglione – Edifici che sembrano sul punto di crollare, monnezza sparsa in giro, un barile da cui esce roba nera e gente che va e viene come gli pare. In molti casi senza neanche rendersi conto dove si trova. Perché la recinzione è un vero e proprio colabrodo. Stiamo parlando della Chemical city, la zona militare a pochi metri di distanza dal lago di Vico. Comune di Ronciglione. 

Lì dentro, per sbaglio, all’inizio di febbraio c’è finito Federico Manfredi. Un ragazzo di Capranica. Fotografo. Vent’un’anni. Ha documentato tutto fotograficamente. Affascinato dalle strutture che aveva di fronte. Le immagini che vedete le ha scattate lui. Materiale prezioso. Senza sapere che si tratta di edifici militari dove un tempo si producevano armi chimiche per la guerra. Magazzino Nbc. Questo, il nome della zona. Nucleare, Batteriologico e Chimico.


Ronciglione - La Chemical city del lago di Vico

Ronciglione – La Chemical city del lago di Vico – Foto di Federico Manfredi


“Con mio fratello – racconta Manfredi – abbiamo deciso di andare al lago di Vico per fare un po’ di foto. Uno shooting. A un certo punto, abbiamo deciso di spostarci all’interno del bosco. Perché lì c’è una bella atmosfera. Adatta per le foto che volevo fare. A forza di camminare ci siamo trovati davanti ad alcune costruzioni palesemente abbandonate. Senza alcuna segnalazione. Almeno non dalla parte da cui siamo entrati”.


Viterbo - Federico Manfredi

Viterbo – Federico Manfredi


Chemical city, coì la definì l’intelligence inglese negli anni ’40 quando, sorvolando la zona del lago di Vico, si rese conto che si trattava di un bunker per la produzione di armi chimiche. Trentasei ettari in tutto. Dentro c’erano iprite, arsenico, fosgene, admsite. Solo per citare alcuni dei veleni presenti. Nel bel mezzo della riserva naturale del lago di Vico istituita con legge regionale nel 1982.


 

Ronciglione - La Chemical city del lago di Vico

Ronciglione – La Chemical city del lago di Vico – Foto di Federico Manfredi


“Una volta entrati – spiega Manfredi – ci siamo avvicinati e abbiamo cominciato ad esplorare la zona facendo foto. Senza renderci conto di nulla. Soltanto dopo abbiamo saputo che ci trovavamo all’interno di una zona militare. Non potevamo proprio immaginarlo. Innanzitutto perché non sapevamo della sua esistenza. Poi non c’era nessuna recinzione ad impedircelo. Neanche un accenno. Ripeto, almeno dalla parte da cui siamo entrati”.


Ronciglione - La Chemical city del lago di Vico

Ronciglione – La Chemical city del lago di Vico – Foto di Federico Manfredi


Il magazzino materiali di difesa Nbc è rimasto per decenni nell’ombra. Ci fu anche un’interrogazione parlamentare. Nel 1985. Del Partito comunista, rivolta all’allora ministro della difesa Spadolini, in cui si chiedeva cosa stesse succedendo all’interno dell’area. “Tutt’apposto”, fu la risposta.



“Tutt’apposto”, certo. Fino al 1996, quando, durante la prima operazione di bonifica condotta nel più assoluto segreto, un ciclista venne investito da una nube tossica fuoriuscita dal centro chimico, svelando a tutta la popolazione, fino ad allora ignara, la dimensione del problema. La bonifica è terminata pochi anni fa, nella prima metà degli anni ’10 di questo secolo.


Ronciglione - La Chemical city del lago di Vico

Ronciglione – La Chemical city del lago di Vico – Foto di Federico Manfredi


Nella seconda metà degli anni ’90, durante la prima bonifica della zona militare del lago di Vico, “vennero trovate – scrive Gianluca Di Feo nel libro Veleni di Stato – almeno 150 tonnellate di iprite del tipo più micidiale, mescolata con arsenico. In più c’erano oltre mille tonnellate di admsite, un gas potentissimo ma non letale usato contro le dimostrazioni di piazza. E oltre 40 mila proiettili di tutti i calibri”. Dal terreno sono poi sbucate 60 cisterne di fosgene assassino, ciascuna lunga quattro metri; tutte in pessime condizioni, con evidenti lesioni e tracce di ruggine”.


Ronciglione - La Chemical city del lago di Vico

Ronciglione – La Chemical city del lago di Vico – Foto di Federico Manfredi


Lì, adesso, ci sono soltanto strutture abbandonate. E non solo. “Una zona completamente fatiscente – sottolinea Manfredi -. Edifici spaccati. La maggior parte in piedi. Uno del tutto crollato. E anche gli altri sembrano sul punto di fare la stessa fine. Ci sono anche vetri infranti, dappertutto, e altra roba abbandonata in giro. C’è poi un barile, che butta fuori del materiale nero che non so proprio cosa fosse. Siamo anche entrati all’interno di un edificio dove abbiamo trovato delle scatole con scritto fosgene e altre con scritto acido cianidrico”.


Ronciglione - La Chemical city del lago di Vico

Ronciglione – La Chemical city del lago di Vico – Foto di Federico Manfredi


E se ancora non bastasse, pare proprio che la Chemical city sia stata “esplorata” anche da altre persone. A rischio della vita, considerando i pericoli della zona. “L’impressione dice infatti Manfredi – è quella che là dentro sia entrata gente. Civili. Abbiamo trovato dei bersagli per softair e visto diversi graffiti. I classici ‘ti voglio bene’, ‘ti amo’. E altre scritte. Una anche contro Salvini”. Dunque, piuttosto recenti.

Daniele Camilli 


 Fotogallery: La Chemical city del lago di Vico – Gli edifici della zona militare


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1 febbraio, 2020

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