Tusciaweb-150x200-luglio-20-b

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Un testimone: "L'ho incontrata per strada mezza nuda e mi ha detto cosa le avevano fatto"

Fatta ubriacare e violentata, chiesti due rinvii a giudizio per stupro di gruppo

Condividi la notizia:

Viterbo - Ospedale di Belcolle - La polizia al pronto soccorso

Viterbo – Ospedale di Belcolle – La polizia al pronto soccorso

Michele Adragna

Il pm Michele Adragna

Francesca Bufalini

L’avvocato Francesca Bufalini

Viterbo – (sil.co.) – La fanno ubriacare e la violentano, chiesti due rinvii a giudizio per stupro di gruppo. Nel frattempo uno dei testimoni avrebbe riferito in procura di avere incontrato la vittima per strada nell’immediatezza: “Era mezza nuda e mi ha raccontato quello che le avevano appena fatto”.

Indagati due viterbesi, un 43enne e un 55enne, che lo scorso 28 settembre, un sabato, avrebbero abusato di una 38enne, anche lei del capoluogo, all’interno di un’appartamento nell’immediata periferia di Viterbo, tra i quartieri di Santa Lucia e dell’Ellera. Il 43enne avrebbe sottoposto la vittima a penetrazioni vaginali con le dita e l’avrebbe obbligata a praticargli un rapporto orale, mentre il 55enne l’avrebbe palpeggiata nelle parti intime. 

La coppia avrebbe assunto assieme alla donna “dosi consistenti di sostanze alcoliche”, quindi sarebbero iniziati gli approcci sessuali, “manifesti e molesti”, consistenti in palpeggiamenti al seno e al sedere, come si legge nell’avviso di conclusione indagini del pubblico ministero Michele Adragna. Avrebbero quindi costretto la 38enne ubriaca a subire atti sessuali, “approfittando della totale incapacità di reazione, essendo la donna in uno stato di incoscienza e comunque di minorata lucidità, in ragione di una condizione di manifesta ebbrezza alcolica, pertanto abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della stessa”.

Lo scorso dicembre, a distanza di tre mesi, l’inchiesta si è chiusa con l’invio agli indagati del 415 bis. Adesso, passata l’emergenza Covid, è il momento della richiesta di rinvio a giudizio con la pesante accusa di stupro di gruppo.

In ospedale la 38enne, pronta a costituirsi parte civile con l’avvocato Francesca Bufalini, sarebbe andata il giorno stesso della violenza, lo scorso 28 settembre, per farsi medicare, ma in un primo momento, pur facendosi refertare, avrebbe rifiutato il ricovero e l’attivazione del codice rosa. 

“Non voglio sporgere denuncia, tanto non mi crederà nessuno”, avrebbe detto in un primo momento ai sanitari del pronto soccorso. 

Poi però si sarebbe sentita male e quando è dovuta tornare al pronto soccorso avrebbe accettato il percorso per le vittime di violenza, raccontando i fatti alla polizia e sottoponendosi anche alla visita ginecologica, che avrebbe accertato lesioni nelle parti intime compatibili con rapporti non consenzienti. I referti parlerebbero inoltre di ecchimosi al volto, nella zona degli occhi. Quando ha scoperto di essere stata creduta, è scoppiata in un pianto liberatorio.


Articoli: La donna violentata in una casa tra Ellera e Teverina: “Non faccio denuncia, tanto non mi crederà nessuno” – La fanno ubriacare e la violentano, indagati per stupro di gruppo un 42enne e un 54enne


Condividi la notizia:
20 giugno, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR