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Tribunale - Avrebbe accompagnato le prostitute alle piazzole di lavoro sull'Ortana vecchia in cambio di cinque euro

Condannato a un anno e quattro mesi il “tassista” delle lucciole

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Controllo dei carabinieri

Prostituzione – Controllo dei carabinieri

Orte – (sil.co.) – Lucciole con l’autista sull’Ortana vecchia, condannato a un anno e quattro mesi per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione un 65enne che si sarebbe fatto pagare cinque euro a tratta per dare loro un passaggio dalla stazione alla piazzola di lavoro. Alla stessa pena, l’anno scorso, è stato condannato in primo grado un concorrente. 

Sul banco degli imputati un ternano, arrestato e condotto a Mammagialla il 16 novembre 2012 dai carabinieri della stazione di Civita Castellana, che lo hanno pizzicato in flagrante mentre dava passaggi alle squillo dalla stazione di Orte alla provinciale e viceversa. 

Il pm Massimiliano Siddi aveva chiesto l’assoluzione per insufficienza di prove, in quanto le tre presunte vittime, tutte straniere, non si sono mai presentate a testimoniare e ieri sono state dichiarate irreperibili.

Una delle prostitute, ospitata presso i locali di un’associazione no profit chiusa da tempo a Orte, sarebbe nel frattempo deceduta. Le altre due, invece, che hanno dato come domicilio una struttura religiosa di Roma, avrebbero detto una bugia dal momento che le monache hanno fatto sapere di non essersi mai dedicate all’accoglienza. 

Secondo l’accusa, il 65enne si sarebbe fatto pagare per il “servizio taxi”, di conseguenza – come il tassista che accompagna consapevolmente le prostitute al lavoro – è finito sotto processo. A incastrarlo sarebbero state le stesse clienti che ai militari hanno riferito come l’attività dello chauffeur fosse consolidata. 

Testimonianze tutte concordanti quelle delle lucciole, prevalentemente di origine nigeriana, tra cui ragazze appena maggiorenni, secondo uno dei carabinieri intervenuti, sentito in aula come testimone: “Ci hanno detto che il 65enne le aspettava sistematicamente all’arrivo del treno da Roma e poi con la sua auto le accompagnava sull’Ortana e di nuovo a Orte Scalo al termine del ‘turno’ di lavoro”. 


Il precedente

Per favoreggiamento della prostituzione è stato condannato a un anno e quattro mesi (il primo febbraio 2019) anche un altro “tassista di lucciole”, un uomo originario di Canino, sposato con una nigeriana, che avrebbe dato passaggi a pagamento alle “operatrici del sesso” in arrivo alla stazione di Orte Scalo col treno fino alle piazzole sulla strada che da Orte porta a Bassano in Teverina. Cinque euro per non dovere fare la strada a piedi. 

A tradirlo il  “concorrente”, che nel 2012 avrebbe fatto la spiata ai carabinieri, sostenendo che da quando era arrivato lui, ci stava rimettendo un sacco di soldi e il mercato non era più lo stesso. Fu così che i militari, intervenuti il 15 giugno di sei anni fa, lo hanno sorpreso in flagrante mentre caricava in macchina una lucciola appena scesa dal treno, aspettandola al parcheggio di Molegnano. 

L’imputato condannato ieri, invece, è stato invece pizzicato in flagrante cinque mesi dopo, il successivo 16 novembre.

“La donna aveva il cellulare in una mano e una banconota da 5 euro nell’altra. L’abbiamo bloccato quando lei è salita in auto. Sul cellulare aveva il numero della donna, quindi vuol dire che si conoscevano. E anche un’agenda con ritagli di giornale con annunci di squillo e tagliandi di ricariche telefoniche fatte alle prostitute del luogo”, ha spiegato uno dei carabinieri della stazione di Orte che hanno operato il fermo. Della lucciola anche in questo caso nessuna traccia, nonostante i tentativi di portarla in tribunale come testimone.

Il che non ha impedito la condanna di entrambi gli imputati. 


Articoli: Condannato a un anno e quattro mesi il tassista delle lucciole – Fa il tassista alle lucciole, accusato di favoreggiamento –  Lucciole con l’autista, scatta la caccia alle prostitute…


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4 novembre, 2020

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