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Tribunale - L'operazione "Libertà" raccontata da uno dei carabinieri del nucleo investigativo - Fu arrestata anche una coppia, marito e moglie

“Baby squillo in centro, il 40enne si occupava di smistamento clienti e pubblicità”

di Silvana Cortignani

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Viterbo - Operazione Libertà - L'arrestato F.I.

Operazione Libertà – L’imputato I.F.


Viterbo – Baby squillo a San Faustino, a due passi dalla chiesa della Trinità: nel vivo il processo al quarantenne romeno arrestato il 17 maggio 2015 con una coppia di connazionali trentenni. Insieme ai complici avrebbe gestito due case d’appuntamento a Viterbo e Terni facendo prostituire due ragazze. Una appena maggiorenne e una 17enne che secondo l’accusa iniziale sarebbe stata nipote dei presunti complici. 

Il pubblico ministero Paola Conti ha già annunciato di voler sentire in aula uno dei clienti viterbesi delle squillo. 

Marito e moglie, condannati in primo grado rispettivamente a 9 anni e a 7 anni di reclusione col rito abbreviato nel marzo 2016, sono stati condannati in appello a 3 anni e otto mesi e 3 anni e quattro mesi col solo obbligo di firma a marzo 2017. 

Assieme al coimputato, I.F., la cui posizione è stata stralciata cinque anni fa quando ha scelto il rito ordinario, erano accusati di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, anche minorile. In secondo grado è venuta meno l’aggravante del vincolo parentale e della minore età. 

Il fascicolo del procedimento – passato alla Direzione distrettuale antimafia di Roma  per competenza – è tornato a Viterbo per il processo davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, pm Paola Conti. Il quarantenne è difeso dall’avvocato Luigi Mancini. 


Via vai sospetto di uomini in via delle Mura

L’indagine dei carabinieri di Viterbo è stata ricostruita ieri in aula da uno dei militari che si sono occupati delle indagini. Qualcuno, nel quartiere di San Faustino, aveva notato uno strano via vai in una palazzina di via delle Mura.

“Abbiamo fermato uno dei clienti, che si era trattenuto un quarto d’ora, e siamo risaliti ai cellulari chiamati per l’appuntamento, successivamente intercettati. Poi abbiamo seguito fino a un bar vicino alla casa di via delle Mura la coppia di coniugi, scoprendo che pubblicizzavano prestazioni di natura sessuale su siti internet specializzati, dai nomi evocativi come ‘incontri per sesso‘, utilizzando per gli annunci il numero di uno di loro. La moglie, inoltre, aveva stipulato i contratti d’affitto degli appartamenti sia a Viterbo che a Terni”. 

Il sesso a pagamento avrebbe fruttato a chi lo gestiva sui 1500 euro al giorno, il 20-30 per cento dei quali alle escort in erba, pagate tra i 50 e i 100 euro a prestazione. 


“Lui smistava i clienti e si occupava della pubblicità”

Il quarantenne si sarebbe occupato di marketing e logistica. “Accompagnava le prostitute a fare la spesa, si faceva consegnare gli incassi che poi gestiva il complice, si occupava della pubblicità chiamando a nome suo i siti, trattando i prezzi e la durata degli annunci“, ha spiegato il militare del nucleo investigativo dei carabinieri di Viterbo.

Non avrebbe perso d’occhio le squillo. “Se si attardavano con un cliente e ce n’erano altri fuori in attesa, telefonava dicendo di sbrigarsi, anche con frasi minacciose, tipo ‘ se non ti sbrighi, salgo e meno te e lui’. Non voleva che ci fossero due clienti in casa e si occupava della rotazione delle ragazze tra Viterbo e Terni”.

“Se a Viterbo c’era un calo di clienti, per movimentare il giro, facevano il cambio con Terni e viceversa, in modo da proporre sempre novità”.


“Pronti a scappare quando è scattato l’arresto”

Sarebbe stato I.F. a dare l’allarme. “Si è accorto che lo stavamo fotografando, in via delle Mura, così ha avvisato la coppia, dicendo che forse eravamo delle forze dell’ordine, al che hanno deciso di scappare in Romania, con le due ragazze, il 18 maggio 2015. Il giorno prima è scattato il blitz. Li abbiamo arrestati, a Terni, dove sapevamo che quel giorno li avremmo trovati con le ragazze”, ha concluso il teste.

Un business da decine di clienti al giorno. Il prezzo delle prestazioni sessuali variava dai 50 ai 200 euro. Con possibilità del più costoso servizio a domicilio, se il cliente lo richiedeva. I carabinieri hanno anche sequestrato armi clandestine, appositamente modificate per renderle più pericolose. 

Le presunte vittime, la cui versione è stata cristallizzata tramite l’incidente probatorio, saranno sentite all’udienza del 12 ottobre, quando il collegio scioglierà anche la riserva sulla, richiesta di trascrizione delle intercettazioni. Lo stesso giorno sarà sentito anche uno dei clienti viterbesi delle squillo. 

Silvana Cortignani


Viterbo - I carabinieri in via Cairoli

I carabinieri in centro


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Media: fotocronaca – slideMedia: fotocronaca – slide

 


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7 aprile, 2021

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