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Elezioni amministrative 2014 - Civita Castellana - Scheda intervista del candidato a sindaco Giovanni D'Abbondanza

“Acqua potabile senza se e senza ma”

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Giovanni D'Abbondanza

Giovanni D’Abbondanza 

Civita Castellana – “Acqua potabile senza se e senza ma”.

La scheda intervista del candidato a sindaco di Civita Castellana Giovanni D’Abbondanza (Cittadini in comune) in vista delle elezioni amministrative del prossimo 25 maggio.

A scontrarsi contro di lui, il sindaco uscente Gianluca Angelelli (Pd, Sel, Idv e Civita Civica), Alberto Mereu (Casapound), Franco Colamedici (FI, lista Civica Civita rinasce, Ricostruiamo Civita e FdI), Maurizio Selli (M5s) e Cristina Barduani (La sinistra per Civita).

Chi è Giovanni D’Abbondanza?
“Ho 42 anni e sono sposato e papà di un bambino. Ho conseguito una laurea e un master in Economia e commercio. Ho avuto esperienze lavorative nell’industria, nella consulenza direzionale e nella finanza, sempre e soltanto in aziende private. Ho vissuto in Italia e all’estero, spostandomi da una città all’altra in funzione delle opportunità professionali che il mercato del lavoro mi ha concesso. Da alcuni anni sono tornato a vivere in provincia, vicino ai posti dove sono nato e cresciuto”.

Come mai ha deciso di candidarsi?
“La Tuscia e in particolare Civita Castellana hanno delle enormi potenzialità, dispongono di eccellenze che potrebbero e dovrebbero garantire una diffuso benessere e, in generale, un’elevata qualità della vita.

Nel mio paese esiste la più importante realtà industriale della regione Lazio, è presente un patrimonio artistico, architettonico e paesagistico di primo livello e abbiamo inoltre tutte le condizioni per sviluppare un’agricoltura di qualità.

Nella realtà, purtroppo, la situazione è tutt’altro che florida: il distretto ceramico ha cessato di trainare l’intera economia, il turismo è mal organizzato e per nulla promosso, mentre l’agricoltura non si è ancora sviluppata pienamente.

Tanti problemi sono comuni all’intero paese e hanno un’origine spesso internazionale. Molti invece sono peculiari della nostra città e particolarmente su questi, la classe politica dovrebbe impegnarsi strenuamente nel risolverli. A Civita Castellana non ci sembra sia accaduto; anzi, si è creata una frattura tra l’azione politica del comune e le esigenze e priorità dei cittadini.

Da quasi un anno, lavoro intensamente con tanti miei concittadini allo scopo di proporre un’alternativa politica, di avviare un rivoluzione civile nella gestione dell’interesse collettivo e del bene comune: spetta ai cittadini scegliere e decidere come impiegare le risorse, quali iniziative condurre e quali invece abbandonare. I partiti politici hanno fallito, hanno operato favorendo spesso solo l’interesse dei tesserati e delle classi sociali che maggiormente li sostengono. La città è di tutti e tutti meritano lo stesso rispetto e la stessa considerazione”.

Il suo programma in cinque punti.
“Sviluppo economico e lavoro: gli investimenti compiuti dalle amministrazioni locali, da sole o di concerto con la Regione, devono tutti essere orientati a rilanciare l’economia, a creare nuovi posti di lavoro. A cosa servono tanti parcheggi o varianti se la gente non ha più i soldi per la benzina? Le piccole opere pubbliche, poi, devono essere condotte e realizzate impiegando le professionalità del nostro territorio, premiando in particolare i giovani. Siamo in un clima di austerità e crediamo sia doveroso sostituire i fuochi pirotecnici favorendo invece manifestazioni culturali con gli artisti del nostro paese. Vogliamo investire nel futuro.

Salute, Ambiente e Sociale: Vogliamo l’acqua potabile, senza se e senza ma. Il comune di Civita Castellana è socio della Talete, ma nessuno partecipa ai consigli di amministrazione della società per affrontare seriamente il problema. La Regione Lazio invece è responsabile del progetto di installazione dei dearsenificatori, ma l’ordinanza di non potabilità dell’acqua vige ancora anche a Civita Castellana.

Vogliamo inoltre sviluppare mezzi di trasporto alternativi al petrolio: ad esempio, vere piste ciclabili, piedibus e bike sharing. Ci preme inoltre avviare il percorso virtuoso che dovrà spingerci sempre più vicino al concetto di “rifiuti zero”. Inizieremo con l’abbandonare le stoviglierie usa e getta nelle scuole, con il promuovere esercizi a zero imballaggi ed applicheremo delle tariffe sulla Tares basate sul principio meritocratico “meno inquini, meno paghi”.

Interesseremo poi la Regione per avviare un serio confronto sull’ospedale Andosilla. I servizi sanitari sul territorio non possono scomparire, è un nostro diritto, lo prevede la Costituzione italiana. Pensiamo inoltre sia altrettanto importante sostenere le persone in difficoltà, i disoccupati, gli indigenti, le persone con handicap.

Rigore e tasse: Verrà svolta una capillare attività di controllo finalizzata a verificare le inefficienze nella gestione del municipio. Abbiamo tanti immobili inutilizzati, non sfruttiamo le nuove tecnologie informatiche (voip e software open source), abbiamo una municipalizzata per la gestione dei rifiuti che ha triplicato i costi d’esercizio in pochissimi anni e addebitato bollette salatissime nel 2013.

Siamo convinti che le spese d’esercizio, a parità di servizi erogati, possano essere ridotte: coerentemente al nostro spirito, i cittadini dovranno decidere tra il taglio delle tasse a fronte dei risparmi ottenuti e l’erogazione di nuovi servizi.

Trasparenza: i cittadini devono essere informati, devono conoscere come le loro tasse vengono spese. Sono, in effetti, soci del Comune ed è imperativo rendicontare ogni euro speso nella amministrazione ordinaria e straordinaria del territorio. Noi lo faremo! E poi tutti gli eletti, assessori inclusi, firmeranno un codice deontologico che dovrà regolare, eliminandolo alla radice, tutte le potenziali situazioni di conflitto di interesse tra privato e pubblico.

Partecipazione: vogliamo e dobbiamo coinvolgere i cittadini nelle scelte che riguardano il presente e il futuro di Civita Castellana. Siamo stati i primi a diffondere il programma elettorale per i prossimi cinque anni: è stato il risultato di tanto lavoro collettivo, ottenuto anche grazie alla collaborazione di referenti istituzionali. Abbiamo tante idee al riguardo: vorrei citare la nostra iniziativa “realizza la tua idea” dove il cittadino verrà investito del ruolo di capo progetto nel realizzare ovvero modificare un servizio erogato alla collettività”.

Una cosa che cambierebbe nella sua città?
“Sono un uomo di sport, ho giocato per anni a basket e vinto anche un campionato italiano. Dovessi scegliere, come cittadino, una modifica alla mia città guarderei appunto allo sport e al bisogno di rinnovare le strutture spesso fatiscenti che ospitano il luogo forse più naturale di aggregazione sociale e di sviluppo della coscienza sociale”.

Perché dovrebbero votarla?
“Noi – conclude il candidato -, a differenza dei partiti politici, non chiediamo il voto. Li invitiamo invece a partecipare, a far parte del cambiamento, a invertire radicalmente il modo di fare politica. Capisco lo scoramento, comprendo la disaffezione alla politica. Credo tuttavia sia giunto il tempo di ritrovare la fiducia: io non ho mai avuto una tessera di partito, non mi sono mai candidato, non ho percepito mai compensi e sovvenzioni dai Comuni, non ho partecipazioni in società o ditte private. Io e la nostra lista siamo il soggetto politico nuovo, onesto e motivato. Siamo pronti ad accogliere e unire al nostro entusiasmo tutti coloro che vorranno sposarsi con il cambiamento”.


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23 maggio, 2014

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