Civita Castellana – “Progettare i finanziamenti per non sprecarli”.
La scheda intervista per la presentazione della candidatura a sindaco di Civita Castellana di Franco Colamedici (FI, lista Civica Civita rinasce, Ricostruiamo Civita e FdI) in vista delle elezioni amministrative del prossimo 25 maggio.
A scontrarsi contro di lui, il sindaco uscente Gianluca Angelelli (Pd, Sel, Idv e Civita Civica), Alberto Mereu (Casapound), Giovanni D’Abbondanza (Cittadini in comune), Maurizio Selli (M5s) e Cristina Barduani (La sinistra per Civita).
Chi è Franco Colamedici?
“Sono nato a Civita Castellana il primo settembre del 1951 – dice Colamedici – e sono dirigente veterinario alla Asl di Viterbo nei distretti di Civita Castellana e Vetralla. Mi occupo degli aspetti sanitari nella produzione, commercializzazione e vigilanza degli alimenti di origine animale”.
Come mai ha deciso di candidarsi?
“Perché ritengo che l’età matura sia quella più adatta per amministrare e occuparsi della cosa pubblica relativamente liberi da altri impegni di tipo professionale. Inoltre, la grande operazione di aver riunito il centrodestra (liste civiche Ricostruiamo Civita e Civita Rinasce, Fratelli d’Italia e Forza Italia) che a Civita era profondamente diviso da anni, mi ha dato una spinta ulteriore per candidarmi alla guida della città”.
Il suo programma in cinque punti.
“Costituzione di un gruppo di lavoro con capacità progettuale in grado di saper attingere a fondi di diversa provenienza (provinciali, regionali, nazionali ed europei) al fine di adempiere alle esigenze amministrative della città.
Interventi per far rivivere il nostro centro storico partendo dalla risistemazione dei parcheggi che potranno rendere più fruibile il mercato naturale esistente ed agevolando l’apertura di nuove attività commerciali
Riapertura ed ultimazione dei lavori nel cantiere di via Mazzini, opera finanziata nella precedente amministrazione al fine di eliminare il disagio nel quartiere e rendere fruibile l’opera. Interventi sulle acque potabili, puntando sulle tecniche di miscelazione piuttosto che sulla dearsenificazione che ha notevoli costi di gestione. E, infine, la riorganizzazione e razionalizzazione del servizio della raccolta differenziata che, rispetto ai comuni limitrofi, risulta molto più dispendiosa. Istituzione delle isole ecologiche soprattutto per le materie organiche”.
Una cosa che cambierebbe subito del suo paese?
“Lo spirito di rassegnazione che aleggia a Civita Castellana che porta i cittadini a pensare che le situazioni siano immutabili. In realtà cambiare si può e si deve, perché Civita Castellana merita sicuramente un futuro migliore”.
Perché dovrebbero votarla?
“Per una valutazione in senso positivo di proposte elettorali concrete e fattibili – conclude Colamedici -, non semplici slogan elettorali e, soprattutto per l’impegno che, con serietà e professionalità, sto portando avanti”.
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