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Viterbo - Condanna della Corte dei conti - Gli avvocati annunciano un doppio ricorso in appello

“L’appalto delle mense come il peccato originale per Rotelli e Rossi”

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Mauro Rotelli

Mauro Rotelli

Mario Rossi

Mario Rossi

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Le sentenze si rispettano ma possono e in alcuni casi devono essere impugnate.

La storia infinita dell’appalto mense scolastiche, risalente ormai al 2005, continua a far parlare di se nonostante sia trascorso un decennio e continua a impegnare gli allora amministratori comunali, come una sorta di “peccato originale” dal quale sembrerebbe impossibile liberarsi.

Lungi dal voler contestare in questa sede i contenuti della sentenza della Corte dei conti del Lazio da ultima espressasi sulla vicenda, i cui criteri di valutazione verranno puntualmente resi oggetto di impugnazione, preme in questa sede chiarire solo alcuni aspetti strettamente legati alla tutela della personalità e della moralità dei soggetti coinvolti.

E’ bene ricordare come in sede penale e in sede erariale sia stato radicalmente escluso ogni elemento collusivo anche solo indirettamente collegato alla fattispecie criminosa della corruzione in capo al Rotelli e al Rossi, tanto da derubricare l’ipotizzato reato di corruzione in mero abuso d’ufficio da un lato e tanto da rigettare la richiesta di condanna per danno da tangente dall’altro.

Ciò che è rimasto in piedi, ad oggi, è una condanna erariale per un debito fuori bilancio riconosciuto dal comune nel 2008, a seguito della risoluzione del contratto d’appalto, per coprire spese relative a una serie di contenziosi legali sorti a distanza di oltre due anni dall’aggiudicazione del contratto stesso e gestiti in autonomia da altro settore comunale.

La condanna non definitiva attualmente emessa e le somme dovute dal Rotelli e dal Rossi, quindi, si legano a vicende che solo indirettamente traggono origine dall’aggiudicazione dell’appalto e che, per dovere di chiarezza, non trovano fondamento in alcun atto o provvedimento ascrivibile concretamente ai due amministratori.

Non può certo darsi conto in questa sede delle argomentazioni giuridiche che sostengono e sosterranno le impugnazioni a vario titolo proposte, soprattutto la sentenza della Corte dei conti è una pronuncia molto tecnica i cui passaggi non possono essere letti in maniera decontestualizzata rispetto all’intero corpo decisionale, come invece avviene fin troppo spesso per sensazionalizzare vicende ancora in attesa di un giudizio definitivo.

Rossi e Rotelli, ponendo piena fiducia nel sistema giurisdizionale italiano, confidano nell’accoglimento delle impugnazioni proposte in sede penale e che si andranno a proporre in sede erariale per vedersi finalmente scagionare da ogni addebito.

Gioia Maria Scipio
Benedetto Cimino
Avvocati di Mauro Rotelli e Mario Rossi


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4 maggio, 2015

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