– Probabile perizia psichiatrica su Giorgio De Vito.
L’imputato per l’omicidio Rizzello, accusato in un altro processo di aver tentato di uccidere un operaio, potrebbe essere sottoposto ad accertamenti psichiatrici. A proporlo è stato il gup Franca Marinelli, durante l’udienza di questa mattina al processo che vede De Vito alla sbarra per il tentato omicidio dell’operaio di Fabrica di Roma, Emiliano Liberati, costituitosi parte civile insieme a Mariola Henrycka Michta, ex compagna di De Vito.
La sentenza era prevista per oggi, dopo l’arringa dell’avvocato Enrico Valentini. Lo stesso che difende il 35enne napoletano nel processo per l’omicidio Rizzello e che, in quella sede, ha ottenuto, per lui, la perizia pscichiatrica.
Un fatto che ha spinto il gup a sollecitare accertamenti psichiatrici su De Vito. Anche perché l’omicidio Rizzello (3 febbraio 2010) e il tentato omicidio Liberati (12 maggio 2010) sono avvenuti a distanza ravvicinata.
Senza contare che a inchiodare De Vito nell’omicidio Rizzello è stata proprio la prova del dna, eseguita dopo l’accoltellamento con l’operaio.
“Credo – afferma il legale Enrico Valentini che stamattina ha discusso la posizione del suo assistito – il processo sia viziato da una serie di motivi: la posizione di De Vito nel processo Rizzello, il fatto che abbia dei precedenti specifici per furto e, inoltre, che tutto il dibattimento sia basato sulle dichiarazioni della parte offesa.
Nel corso dell’udienza – continua – ho chiesto di valutare l’ipotesi della legittima difesa, tenendo in considerazione il movente e le modalità in cui si è svolto il fatto. In una delle precedenti deposizioni, infatti, De Vito aveva dichiarato di essere entrato in casa sua e di aver sorpreso la Michta e Liberati a rubare. Non escludo, dunque, che De Vito volesse difendersi.
E’ per questo – conclude Valentini – che ho chiesto la derubricazione dal reato di tentato omicidio a lesioni personali gravi o gravissime”.
Alla richiesta di una nuova perizia e dell’alleggerimento dell’accusa si sono opposti sia il pm Renzo Pertroselli che i legali di parte civile per Liberati Antonio Carlevaro e per la Michta Roberto Fava.
La perizia, in particolare, secondo le parti civili sarebbe, a questo punto, tardiva. Inoltre, come afferma l’avvocato Fava “il provvedimento dovrebbe essere richiesto dal giudice solo se decisivo ai fini di una ricostruzione della dinamica dei fatti. E’ questo l’unico motivo per cui il giudice può intervenire d’ufficio sull’istruttoria, laddove lo ritenga indispensabile ai fini della decisione”.
La seduta è stata aggiornata all’8 agosto per la conclusione della replica di Valentini. Nella stessa udienza, il gup Marinelli dovrà decidere se disporre la perizia. In caso contrario emetterà la sentenza, altrimenti nominerà un perito.
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