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La senatrice povera... - La Allegrini bacchetta la giovane militante Frontini: lei conosce ancora solo per sentito dire o superficialmente il partito.

Cara Chiara, non mi faccio criminalizzare

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L’intervista a Laura Allegrini

Riceviamo e pubblichiamo – Cara Chiara,

il suo bellissimo intervento sulla mia intervista a Klaus Davi mi offre lo spunto per rispondere su argomenti decisamente più centrali e interessanti, direi più utili, di quello dei compensi dei parlamentari.

Lei sposta, giustamente, il dibattito, sulla aderenza del ruolo dei politici ma, credo che volesse dire anche dei partiti, alle esigenze di una società che è cambiata, negli ultimi anni, in maniera esponenziale. E punta il dito sull’incapacità della politica e dei politici, forse anche degli amministatori per gli esempi che porta, di dare soluzione all’ emergenza ed alla quotidianità dei problemi esistenziali.

E sottolinea con coraggio come anche il nostro movimento giovanile, al pari del partito (mi creda, è il medesimo rischio di tutti i partiti e di tutti i movimenti giovanili italiani) corra il rischio dell’autoreferenzialità e conseguentemente dell’autodistruzione.

Nelle sue parole ci sono tutti quegli ideali che hanno spinto tanti di quelli che oggi occupano gli scranni più alti a impegnarsi attivamente: perché, mi creda, non è vero che tutti politici non fanno il proprio dovere e non adempiono con correttezza il mandato degli elettori. Lei dice di aver colto nelle mie parole arroganza ed invece avrebbe dovuto cogliere rabbia (e amore) per dirla con lo slogan di uno dei movimenti dal quale la Giovane Italia trae ispirazione per ciò che sta accadendo in Italia: crisi totale dei partiti, gap di comunicazione di un Governo che fa buone cose nella peggiore congiuntura economico- inanziaria mondiale degli ultimi decenni, ricerca costante di capri espiatori mediatici (la casta è il primo), con tanto di tormentoni giornalistici, tanto per distrarre la pubblica opinione dalla pervasività del potere economico che, a questo punto, fa il bello e cattivo tempo e inesistenza di una opposizione politica che non sa fare il suo mestiere.

Le caste e le “castine” che da esse si nutrono, in Italia, sono proprio tante. Per eradicarle ci vuole il coraggio di dire la verità e di ascoltare la gente, senza prenderla in giro. Io, come tanti parlamentari, non rubo l’indennità la cui entità era fissata quando sono stata eletta e che, con il mio voto ed in corso d’opera, questo parlamento ha più volte ridotto.E, comunque, come ho sempre detto a chi mi conosce, questo lavoro mi piace talmente tanto che vorrò farlo anche se non ci sarà più alcun compenso: ciò non vuol dire che io accetti oggi di essere criminalizzata come tutta la categoria perché percepisco una indennità.

Del resto la responsabile nazionale del nostro movimento giovanile,  Giorgia Meloni da tutti noi stimata, non solo è deputato ma ministro. Un bravo ministro per i giovani: a significare che il movimento giovanile è un trampolino di lancio, che i giovani posso portare le proprie idee anche ai più alti livelli, a significare che percepire una indennità da ministro o prendere il volo di Stato non inibisce la possibilità di fare bene il proprio lavoro.

Io come lei sono d’accordo sulle primarie e sulla reintroduzione delle preferenze con le quali mi sono cimentata, diverse volte e con successo, prima di diventare senatore.

Sono anche convinta che si debba ridurre il numero dei parlamentari e questo, mi auguro che faremo entro la fine della legislatura, ma alla sinistra ricordo che il precedente Governo Berlusconi lo aveva fatto nel 2005 e che fu proprio, invece, l’opposizione a far fallire il referendum confermativo: avremmo oggi 63 senatori e 112 deputati in meno.

Cara Chiara, il nostro parlarci via internet la dice comunque lunga su quale sia il problema: quando ho cominciato io se avessi avuto qualcosa da dire al mio senatore lo avrei chiamato ed incontrato. Ora tutti scelgono la strada dell’esternazione spontanea via internet o a mezzo stampa che, fatalmente, uccide il dibattito all’interno del partito perchè tutto ciò che si dice lo sa prima l’avversario politico che il partito stesso.

E’ da un lato importante perchè rende ogni discussione trasparente ma mi chiedo ancora, per esempio, se i 3 mesi di tormentone mediatico sulla casa di Montecarlo hanno fatto bene o male al centrodestra.

Conto molto sulla capacità di Angelino Alfano di recuperare il valore del dibattito all’interno del partito che deve significare piattaforme, congressi e organizzazione ad ogni livello territoriale.

Cara Chiara il suo momento (intendo politico) è già cominciato ma, mi creda, non vuol dire che sia finito quello della generazione che la precede. Che si è nutrita e si nutre come lei di ideali, valori e impegno sociale. Ho apprezzato per intero il suo intervento e, da donna, una sincerità tutta femminile; la stessa con la quale anche io conduco battaglie scomode: l’ultima sul garante per l’infanzia, in Senato e all’interno del partito. Un partito che, mi consenta, forse lei conosce ancora solo per sentito dire o superficialmente.

Non ho apprezzato, invece, la sua critica ai settantenni. Conosco e frequento politici settantenni (onorevoli e non) dai quali costantemente imparo e trentenni (onorevoli e non) presuntuosi e già assolutamente compromessi dai quali mi tengo a debita distanza perché “vecchi” nella coscienza e nel modo di concepire la politica.

Lei dice di essere “incappata” in un articolo che mi riguarda e trae delle conclusioni e, mi permetta, “pontifica” un po’ sulla morale dei politici: spero che con altrettanta cura vorrà leggersi gli atti parlamentari, le dichiarazioni di voto a nome del gruppo che il partito mi affida in Senato, e le tante cose che, sui temi da lei toccati, gli esponenti del Pdl, a cominciare da me, dicono e fanno ogni giorno. A fianco di tanti giovani come lei. Come le Governiadi dello scorso luglio, per esempio, in cui da tutor abbiamo aiutato giovani (che ancora ci ringraziano sul blog) a cimentarsi in gara nella soluzione di problemi amministrativi e politici.

Antonella Sberna, la presidente della Giovane Italia di Viterbo, era con noi: come è in Senato a lavorare: come è la prima dei non eletti in una lista che sosteneva il presidente Meroi alle provinciali. Un esempio, Antonella, di dialogo e integrazione con il partito.

Nel Pdl c’è quindi spazio e modo per far valere tutte le idee: e ci sarà anche tempo.

Io per prima sono disponibile ad ascoltare, a cercare soluzioni, a fare ammenda quando lo ritengo giusto.

Sta a lei volerlo veramente e non solo “comunicarlo”.

Laura Allegrini


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21 agosto, 2011

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