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Politica - Ermanno Barbieri boccia la levata di scudi del parlamentare del Pd per Laura Allegrini

Sposetti hai toppato… hai toppato di brutto

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Ermanno Barbieri

Ermanno Barbieri

Riceviamo e pubblichiamo – Caro Ugo,

ho letto la tua intervista sul Messaggero e su Tusciaweb. Mi permetto di non essere d’accordo con te, non sui contenuti quanto sui tempi (anche tu dici così dell’Allegrini) e sul metodo.

Ti riconosco la serietà e l’onesà intellettuale, ma permettimi di dire che forse questo ruolo che ti sei assunto di essere il difensore “ex nunc” della “politica” mi sembra troppo  o che lo fai con troppo ardore.

Vengo ad alcuni contenuti.

1)Il problema tu dici: è che il palazzo spende troppo, no che costa troppo il “politico”.

A me interessa poco, se il palazzo costa troppo (cosa che ci ripetiamo da anni ed anni, sta diventando una favola) è perché la politica lo vuol far costare troppo. Oramai tutti hanno presentato una proposta per ridurre il numero dei parlamentari (dici che la presenterai anche tu). Voi la presentate e voi la lasciate dormire in meandri in cui le leggi non vengono approvate o non fanno passi avanti.

A me cittadino non importa la presentazione, importa la decisione (altrimenti diventiamo berlusconiani che hanno sempre pronti una proposta da presentare e mai da approvare).

I parlamentari non diminueranno, così come non diminueranno i consiglieri regionali, forse diminueranno i consiglieri comunali (ma quelli non prendono stipendio, solo gettone e costano poco).

2) Tu dici, così come dice la Allegrini: io ho già  versato al partito 36mila euro più i soldi alle sedi periferiche.

Ritengo che sia un merito, una cosa seria per te (ma mi chiedo quanti “fannuloni politici” non versano niente al partito, tu lo sai bene avendogli, quando eri il teosriere dei Ds, corso dietro per farti dare i soldi) ma a me cittadino perché deve interessare il fatto che tu versi soldi al partito?

Io cittadino, che prendo il mio normale stipendio verso al partito quello che posso (senza avere nessun privilegio, neanche la possibilità  di eleggere il segretario che si fa con le primarie o di incidere sulla linea politica o sulle decisioni), tu verserai quello che puoi, non può diventare un vanto.

Vanto lo era quando si versava al Pci la quota parte da parlamentare, ma poi il Pci non aveva soldi pubblici dall’altra parte.

Oggi arriviamo al fatto che (cito come esempio) nelle regioni si fa gruppo con un consigliere, che dà diritto agli uffici, al personale, ai rimborsi, alla cancelleria ecc.ecc. , vedi (come esempio) la regione Piemonte dove il Pd è diviso in 3 gruppi di cui 2 con un solo partecipante (naturalmente i dipendenti se li scegli il consigliere, magari assumendo l’amante o il fratello della moglie, vedi quello successo nel Lazio nella passata legislatura).

Oppure vedi regione Lazio dove esistono (deliberate dai consiglieri) ben 20 commissioni istituzionali con tanto di presidente, vice presidente, segretario personale autisti e via dicendo. Nel Lazio non c’è consigliere che non abbia auto istituzionale ed autista (uno ha nel libro paga due autisti).

3) Se l’eletto è persona seria, usa i suoi privilegi (tutti i sevizi, i rimborsi, gli ingressi agli stadi, gli inviti per tutti gli spettacoli ecc.) in maniera seria. E’ un eletto deve rappresentare ed essere istituzione. Sono d’accordo.

Ma veramente è così, caro Ugo. Oppure gli eletti sono in primo luogo degli “arraffoni” di tutto? Forse i cittadini li vedono così. Inoltre ben sfruttano le loro conoscenze, entrature per poter “gestire” consenso.

4) Diventerà  seria la battaglia dei parlamentari sul contenimento dei costi quando si passerà dal “vitalizio” (che come tu ben sai non fa parte del reddito imponibile) allo stipendio ed alla pensione.

Perché come tu ben sai chi viene eletto, ed è un dipendente, va in aspettativa senza assegni, matura nel posto di lavoro la sua carriera e la sua anzianità  e contemporaneamente lo fa da parlamentare. Finito il suo mandato si ritrova con la pensione da dipendente e con quello che viene chiamato “vitalizio”.

Questo è il vero privilegio.

Non dovevi, Ugo, dare una sponda ad un parlamentare come la Allegrini, che si ritrova a prendere il suo stipendio senza aver preso i voti, ma perché in un listino di privilegiati.

Ermanno Barbieri


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25 agosto, 2011

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