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Ma chi minchia è ‘sto Gasbarra?

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Sposetti con d'Alema in un momento di duro lavoro politico

Enrico Gasbarra

– Ma che razza di partito è un partito che non risponde alle domande?

Ieri ci siamo imbattuti in un finto partito politico: il Partito democratico viterbese e regionale. Roba da non credere.

Un pezzo di partito si sta organizzando per dare vita a iniziative concrete contro i privilegi dei politici a livello regionale e nazionale. Ultimo circolo che si è mosso quello di Bomarzo che ha approvato un ordine del giorno per andare a un referendum regionale per abolire i vitalizi dei consiglieri. Da subito. Prima aveva parlato il segretario comunale Alvaro Ricci, poi il consigliere comunale Francesco Serra, quindi il segretario del circolo del Pilastro, Roberto Innocenzi. Infine è stata la volta del consigliere provinciale Gemini Ciancolini. Come si diceva una volta: istanze di partito precise. E allora cosa ci è venuto in mente… ci è venuto in mente di sentire cosa ne pensassero i vertici politici del Pd o chi si candida ad essi.

E che cosa scopriamo? Afasia totale.

Il meno peggio è il povero ferroviere prestato alla politica (e mai restituito, purtroppo) Ugo Sposetti che almeno due cose le dice anche se continua a ripetere che lui non può commentare tutto ciò che si dice sulle sue posizioni. Poverino troppa fatica per  soli 13 mila euro al mese.

Ma va sottolineato che noi chiedevamo al rubicondo Sposetti una opinione sulle dichiarazioni del suo segretario comunale. Come dire il suo capo a quel livello. Lui dovrebbe dargli ascolto.

Ricordo una scena che si ripeteva nel vecchio Pci: Berlinguer prima di andare a votare passava ogni volta per la sezione in cui era iscritto per sapere chi votare. Un segnale di disciplina. Certo, il Partito Comunista era una cosa seria. Con tutta la sua drammatica, a tratti tragica, ma grande storia.

Questa dovrebbe essere stata la scuola di Sposetti. E quindi le cariche nel partito lui le dovrebbe rispettare, magari contestandole a fondo. Ma ho come la sensazione che Sposetti sia stato uno di  quegli studenti svogliati, che guardano dalla finestra, che non capiva la lezione di vita che quel partito per molti versi ha rappresentato. Neppure il fatto di essere stato miracolato, come tanti suoi colleghi, e di essere assurto a livelli altissimi nel partito, sembra avergli insegnato il rispetto per gli altri.

Io se fossi stato Sposetti, ogni mattina al risveglio rimarrei stupefatto e penserei: “Cacchio! sono uno dei leader nazionali del Pd! Fammi andare a Santa Rosa a portarle un cero, tante volte ci ripensasse. I miracoli son miracoli, ma non si sa mai…”.

Oltre a Sposetti abbiamo tentato di farci rispondere da re-tentenna: il segretario provinciale del Pd, Andrea Egidi. Ebbene c’è voluta una giornata per capire che non avrebbe risposto alle domande sulla situazione di un partito che gli sta sfuggendo completamente di mano.

Caro re-tentenna volevamo solo farle delle domande semplici, comprensibili a tutti. Qualche esempio: Cosa pensa dell’iniziativa del circolo di Bomarzo? E’ d’accordo con le posizioni del suo capocorrente Sposetti? Che ne pensa delle posizioni del segretario comunale Ricci? E’ giusto che un parlamentare prenda uno stipendio di 13mila euro? I vitalizi regionali vanno aboliti? Da subito?

Domande semplici. Per sicurezza le abbiamo fatte a un ragazzino di otto anni. Ha risposto a tutte salvo a quella del capocorrente. Ci ha spiegato un po’ scocciato che lui non ha un capocorrente.

Ultimo tentativo con un certo Enrico Gasbarra che, ci dicono, in corsa per la segreteria regionale del Pd. In corsa si fa per dire: tutto è già stato deciso dal Pd romano e da Fioroni. Come dire: le solite primarie finte del Pd viterbese e regionale, se la base non si sveglia. Ebbene sappiate, ma non mettetevi a piangere per la disperazione, che il signor Gasbarra se gli telefonate non risponde subito. “Prima  – ci ha spiegato – dovete telefonare al mio addetto stampa”. Telefoniamo un po’ incazzati all’addetto stampa. Che dopo un quarto d’ora di invettive reciproche ci chiede che domande dobbiamo fare al principino Gasbarra. Prima di rilasciare una intervista il principino, di pessima scuola democristiana, vuole sapere quali sono le domande. Noi diciamo di massima l’argomento: i privilegi della casta.

L’addetto stampa dice che ci farà sapere. Ma poi non ci fa sapere nulla. Quando si dice che la casta è autoreferenziale. Quando si dice la cortesia.

Afasia totale, salivazione azzerata di fronte a domande semplici. Il Pd viterbese è passato dalla fase tafaziana a quella fantozziana. Certo va detto che per personaggi di questo livello una testata come la nostra è ben poca cosa ed è legittimo non rispondere. Ci mancherebbe. Loro sono abituati a testatone come Europa (non sapete neppure che cosa è, vero?), un giornale che non troverete in nessuna edicola della città, e che usufruisce del finanziamento pubblico che noi tutti paghiamo. E si perché esiste anche la casta dei giornali e giornalisti, finanziati dallo stato. Casta che va smantellata, subito.

Noi crediamo sia giusto che quelle poche decine di migliaia di cittadini che ogni giorno ci leggono sappiano chi guida, si fa per dire, il Pd viterbese. O chi andrà a guidare quello regionale. Gente che non risponde. Votate pure Gasbarra alle primarie, ma sappiate che per parlare con lui dovrete parlare con qualcun altro. Geniale!

Ultima confessione: a parlare con certa gente vien voglia di chiedere l’indennità di rischio o di andarsene da questo paese di cioccolatai.

Carlo Galeotti


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