Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Elda Martinelli responsabile dell'associazione "Teatro di Carta" racconta la sua esperienza alla manifestazione di sabato scorso

Il miglior funerale della mia vita

Condividi la notizia:

Il funerale della cultura

Riceviamo e pubblichiamo – Il miglior funerale della mia vita!

Non tutti possono dire una cosa del genere… no?! Nel senso che ai funerali, ovviamente, si lascia ben poco spazio ai sorrisi… ma anche nel senso che se fosse stato il funerale della mia vita, mi sarebbe piaciuto proprio così. Soprattutto nel finale. Ma ci arriveremo alla fine.

E’ stata certamente una scossa per Viterbo: era ora che si svegliassero, tutti insieme, i tanti operatori della cultura, in tutte le sue forme, lasciando da parte gli individualismi che non legano e non danno mai forza alla vera cultura.

E penso che, nonostante qualche assenza non giustificata, anche “chi si è aggiunto in corsa… per non farsi dire che non c’era” abbia contribuito, se non fattivamente al lavoro del comitato spontaneo che si è creato, almeno ad accrescere il numero di quella stupenda e composta onda nera che il 21 aprile ha lasciato a bocca aperta la nostra città!

Non era mai successo prima. Per muovere questa massa si è dovuto toccare il fondo, è vero: ma spesso succede così. E dopo si sale: ad maiora. Almeno lo si spera fermamente.

Organizzare è venuto con sé: e nella raccolta delle firme, fatta ai gazebo nei giorni precedenti la manifestazione, abbiamo trovato una motivazione fortissima.

Tante le persone che non sapevano in che situazione si trova Viterbo per quanto riguarda cinema e teatri; tutti indignati alla notizia… pulci bianche alcuni polemici che hanno etichettato il Trieste come “cinema scadente” solo perché i film di prima visione venivano proiettati con qualche giorno di attesa, rispetto al Cine Tuscia Village: senza notare che però, grazie ai prezzi che il Trieste ha sempre fatto, consentiva a una famiglia di non dovere spendere cifre spesso inaccettabili.

Infatti i polemici erano tutti giovani single rampanti! Molti i genitori preoccupati e particolarmente dispiaciuti per un mancato affiancamento delle istituzioni scolastiche (è venuto solo durante la manifestazione quello delle Monachelle…). Del tutto assenti quelle dell’Ellera, dove svolgo laboratori da quasi vent’anni: ma ogni dirigente è pur un uomo/donna libero di far ciò che meglio crede.

Per sé, in questo caso, non per i bambini. Meglio ricordare i bambini, ecco: unica linfa vitale e profondamente sincera. Chiedevano di firmare… volevano partecipare in tutti i modi… Mi hanno lasciato cartelloni pieni di malinconica protesta sulla chiusura del Trieste, che abbiamo subito attaccato ai gazebo o bigliettini con richieste al sindaco “per poter giocare ancora tutti insieme al teatro, che è il gioco più bello del mondo”.

Molti di loro continuavano a porre una domanda che in tanti mi hanno fatto anche a scuola “Perché succede una cosa così brutta come togliere spazi tanto belli per i bambini?” Chi ha una risposta si faccia avanti.

La parte più amara di tutto ciò che è accaduto, infatti, ora che i bambini iniziano a capire e a chiedere, è trovare le parole giuste per motivare un diritto che gli viene negato. E i nostri politici, anche se quasi tutti sono padri, non credo abbiano capito che i bambini non si fregano, con giri di parole in politichese. E anche che chi lo fa uccide loro, il nostro futuro e la propria coscienza. Se ne hanno una.

Il funerale si è snodato lento e inesorabile come doveva essere, tra fiori bianchi, fasce viola, velette nere. “Teatro di carta” ha scelto per i tre minuti che aveva a disposizione (davanti al compianto teatro dell’unione illuminato da tanti ceri funebri accesi) la canzone di Cirano, finale di un nostro indimenticabile spettacolo (presentato anni prima nel compianto teatro San leonardo) scelta perché ci rappresenta, per il lavoro fatto e che continueremo a fare.

Il passo che preferisco dice “Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, pero’ non la sopporto la gente che non sogna. Gli orpelli? L’arrivismo? All’amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco”.

Elda Martinelli
Responsabile dell’associazione culturale Teatro di Carta
Sostenitrice del movimento “Cinema Trieste aperto – spazi liberi alla cultura”


Condividi la notizia:
28 aprile, 2012

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/grazie-al-dottor-chegai-e-al-suo-reparto-di-radiologia-diagnostica/