Riceviamo e pubblichiamo – La cultura a Viterbo non è morta. Sta vivendo una fase di ristrutturazione. Rispetto lo spirito della manifestazione promossa dal comitato Cinema Trieste Aperto – Spazi alla Cultura – in programma domani pomeriggio, tanto da prenderne parte.
Però, voglio fare una distinzione. Un conto parlare di mobilitazione per sensibilizzare le istituzioni su tale tematica, un altro celebrare, seppur simbolicamente, un vero e proprio funerale della cultura.
Ecco, addirittura un funerale mi sembra eccessivo. Viterbo in questi ultimi anni è riuscita a mettere in piedi e a coltivare manifestazioni che edizione dopo edizione sono riuscite ad avere un’eco nazionale.
Il patrimonio culturale della nostra città non lo ritengo così scadente da meritare un corteo funebre.
La pubblicazione del bando per l’incubatore di imprese a Valle Faul da parte del Bic Lazio di cui si è parlato ieri alla Fondazione Carivit, rappresenta un esempio tangibile di quanto questo territorio voglia crescere, sia sotto l’aspetto imprenditoriale che culturale. Stiamo centralizzando molti progetti nel centro storico della città.
Penso a progetti come il Plus, che una volta concretizzati rivitalizzeranno il territorio. Gli spazi come piazza Unità d’Italia, la chiesa di S. Orsola, una volta ristrutturato, il Teatro dell’Unione.
Io credo che tutto questo basti già a confermare la vitalità della cultura viterbese. Sul fatto che abbia bisogno di attenzione e particolare cura non si discute. Ma sulla sua morte da celebrare esprimo tutto il mio dissenso.
Giulio Marini
sindaco di Viterbo
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY