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Corruzione - Prossima udienza: l'11 gennaio

Tangenti Asl, rinviato l’ascolto dei testimoni

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Luciano Mingiacchi, ex direttore generale della Asl Roma H

Luciano Mingiacchi, ex direttore generale della Asl Roma H

L'avvocato di Mingiacchi Antonio Rizzello

L'avvocato di Mingiacchi Antonio Rizzello

L'avvocato di Mingiacchi Fausto Amato

L'avvocato di Mingiacchi Fausto Amato

Il sostituto procuratore Stefano D'Arma, pubblica accusa al processo insieme al collega Fabrizio Tucci

– Udienza senza testimoni, ieri mattina, al processo Asl.

Dovevano esserne ascoltati cinque. Ma i giudici hanno preferito rimandare, per consentire lo svolgimento del maxiprocesso Cev.

Sul banco dei testimoni è comparso solo il consulente che ha esaminato i supporti informatici sequestrati a Patrizia Sanna. L’ex dirigente del servizio informatico delle Asl di Rieti e Roma H è imputata per corruzione insieme all’ex direttore generale della Asl Roma H Luciano Mingiacchi e al socio Isa Riccardo Perugini.

Quello che li riguarda, è il filone romano della monumentale inchiesta sull’azienda sanitaria viterbese. Corruzione, l’accusa per tutti e tre. Secondo un meccanismo che, per la procura viterbese, era ben oliato: la Isa, società viterbese attiva nel settore informatico, avrebbe ricevuto appalti a procedura negoziata dalle Asl di Rieti, Roma H e Viterbo in cambio di tangenti a figure di spicco. Sanna e Mingiacchi in primis.

I pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma, titolari della più grande inchiesta che Viterbo ricordi, li accusano di aver intascato 5mila euro al mese dal 2005 al 2009. Più i 2mila euro mensili che la Sanna avrebbe percepito dal 2003 al 2005, quando dirigeva il servizio informatico della Asl reatina.

Perugini, unico viterbese della vicenda, avrebbe fatto da collettore delle tangenti.

All’udienza di ieri, i magistrati hanno chiesto la trascrizione di alcune intercettazioni ambientali di Sanna, Mingiacchi e dell’ex presidente del cda della Isa Alfredo Moscaroli quando tutti e tre erano in carcere a Mammagialla.

Rinviata la testimonianza di Massimo Ceccarelli, delegato della Telbios Spa (società partecipata della Telecom), arrestato due volte nella maxi inchiesta e ora sulla via del patteggiamento. Lui, l’ingegnere Fabio Micio e alcuni ufficiali di polizia giudiziaria dovranno tornare in tribunale l’11 gennaio per rispondere alle domande di giudici e avvocati.


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20 ottobre, 2012

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