(s.m.) – Adrian Nicusor Saracil si farà interrogare.
Il 23enne condannato all’ergastolo per l’omicidio di Ausonio Zappa ha chiesto un colloquio col pm Paola Conti.
E’ lei il magistrato che ha indagato sulla rapina finita nel sangue a casa del professore ottantenne. Sempre lei ha aperto un nuovo fascicolo sui quattro ventenni romeni condannati per l’omicidio Zappa.
Stavolta i due fratelli Daniel e Cosmin Oprea, Alexandru Trifan Petrica e Saracil devono rispondere di furto e ricettazione insieme a una quinta persona: I.P., loro connazionale 31enne.
La sola rapina nel nuovo fascicolo è attribuita a Saracil e Trifan, sospettati di aver drogato e derubato una donna di Vetralla.
La nuova indagine “Scacco matto”, portata avanti dai carabinieri, si è chiusa poche settimane fa. Secondo indiscrezioni, l’ipotesi di reato iniziale era ben più pesante. Il pm Paola Conti avrebbe visto nei cinque una vera e propria associazione a delinquere dedita al furto. Ma gli indizi raccolti non bastavano a portare in quella direzione: agli indagati, alla fine, è stata contestata una serie di episodi sganciati, con ruoli distinti e diverse responsabilità.
Entro venti giorni dagli avvisi di conclusione dell’inchiesta, i cinque possono presentare memorie o chiedere interrogatori. E’ quello che ha fatto Saracil, tramite il suo avvocato Massimo Rao Camemi.
Per il 23enne, l’interrogatorio sarà tra una decina di giorni. La sua posizione è la più delicata. Già condannato all’ergastolo per l’omicidio Zappa, è incolpato di tutti i reati ipotizzati dalla procura. Come lui, anche l’amico 21enne Trifan, assistito dall’avvocato Marco Russo.
Il ragazzo non ha ancora deciso se parlerà. Sulla testa, ha già una condanna a sedici anni per aver fatto da palo durante la rapina al professore, la notte del 28 marzo 2012, a Bagnaia. La nuova strategia difensiva è tutta da scrivere.
I.P., invece, vuole essere ascoltato. Su di lui pende l’unica accusa del furto alla scuola media di Gallese. Ma il 31enne si dice innocente. A giorni, il suo avvocato Luca Nisi andrà a parlare col pm per fissare un incontro.
Gli altri sono in bilico. I fratelli Oprea sono finiti nell’inchiesta per due lettori dvd ricettati. Poca cosa rispetto agli altri. L’interrogatorio, per loro, è improbabile.
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